Droga? Faide malavitose? Niente di tutto questo. I carabinieri hanno fatto luce sul caso del ferimento a colpi d’arma da fuoco del pregiudicato Nicola Portante di anni 48 avvenuto il 10 ottobre dello scorso anno. Quello che in un primo momento sembrava essere un caso di tentato omicidio maturato nell’ambito della criminalità organizzata legata allo spaccio di sostanze stupefacenti, visti i precedenti specifici della vittima, dalle indagini svolte dai carabinieri, si è rivelato essere invece l’epilogo di una lite tra coniugi, nello specifico tra la figlia di Portante e il suo compagno che, al culmine di un litigio, esplodeva un colpo di pistola all’indirizzo del suocero, ferendolo ad un braccio.
Una vicenda iniziata il giorno prima quando, a causa di un litigio per motivi di gelosia, Alfredo Scaringi di 21 anni, convivente di Francesca Portante, figlia di Nicola, decideva di allontanarsi dall’abitazione che divideva con quest’ultima, ubicata nelle vicinanze di quella del suocero. Successivamente, nel pomeriggio precedente al ferimento, Portante, forse per vendicare l’affronto subito da sua figlia che era stata abbandonata da Scaringi, organizzava una spedizione punitiva, per la quale incaricava suo figlio Portante, di anni 22, e due cugini di quest’ultimo, Vincenzo Alessio Di Bari, di anni 28 e Ciriaco De Stefano di anni 23 che, armati di bastoni, si portavano presso l’abitazione dei genitori di Scaringi dove si trovava quest’ultimo e, dopo aver aggredito lo stesso e sua madre, che cadeva a terra con ancora in braccio il figlioletto dello stesso Scaringi e di Francesca Portante, s’impossessavano dell’autovettura Smart di Scaringi.
Per le ferite riportate in tale aggressione la madre di Scaringi era anche costretta a recarsi presso il Pronto Soccorso e subito dopo quest’ultimo, probabilmente accecato dalla rabbia per l’aggressione subita da lui e, in particolare, da sua madre, decideva immediatamente di vendicarsi a sua volta e, nella stessa serata, armato di pistola, si recava presso l’abitazione del suocero ove si era trasferita la sua convivente, sia per chiarire l’accaduto e sia per riprendersi la sua autovettura. Qui avveniva però un altro violento litigio, al culmine del quale Scaringi esplodeva un colpo d’arma da fuoco contro il suocero, colpendolo a un braccio e dandosi alla fuga.
Dopo tale vicenda Portante e suo figlio Salvatore, inoltre, decidevano anche di bruciare l’autovettura di Scaringi, il cui padre ne denunciava falsamente il furto.
I carabinieri, quindi, dopo aver ricostruito fin nei dettagli tutta la serie di reciproche ritorsioni, nella mattinata hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emesse dal GIP di Foggia su richiesta della Procura, nei confronti di Scaringi, per i reati di lesioni gravi e detenzione di armi, di Nicola e Salvatore Portante, Vincenzo Alessio Di Bari e Ciriaco De Stefano per il reato di rapina in concorso, in relazione all’impossessamento con violenza dell’auto di Scaringi e di Nicola e Salvatore Portante per l’incendio della stessa autovettura.
Agli arrestati secondo la nuova normativa in materia, è stato applicato il braccialetto elettronico.