C’è anche Michele Patera, l’uomo travolto da un solaio in corso del mezzogiorno poche sere fa, tra i 21 arrestati di stamattina. Patera faceva parte di una imponente organizzazione dedita ai furti di rame. Un’organizzazione sgominata dal Progetto Ita.Ro, avviato a gennaio del 2013 con Alfredo Fabbrocini e oggi continuato dagli attuali capi della Questura di Foggia. Il gruppo di criminali era imponente nei numeri ma il loro business, forse, non era altrettanto consistente. Il fatto che Patera si trovasse in un capannone, tutto solo, a dar da mangiare ai cani, rende l’idea riguardo allo scarso tenore di vita di questi soggetti. Di certo si arrangiavano, e parecchio, creando problemi alla cittadinanza, attanagliata dai danni alle linee di energia elettrica. Linee tranciate per chilometri. Ma quella di stamattina all’alba è comunque una delle operazioni più rilevanti a livello nazionale. Lo dicono i numeri. 548 episodi in Italia hanno riguardo i furti di rame negli ultimi 6 mesi ma ben 323 di questi sono avvenuti nella provincia di Foggia. Tanta roba insomma. Nel corso dell’indagine sono stati sequestrati circa 25/30 tonnellate di cavi e di trasformatori di rame. Illeciti compiuti nei territori di Foggia, Torremaggiore, Castelnuovo della Daunia e Lucera. 3 le organizzazioni criminali e 31 gli indagati complessivi. 24 di questi dietro le sbarre, 3 ai domiciliari e obbligo di dimora per i restanti 4.
Operazione resa ancora più ficcante dalla collaborazione della polizia rumena. Da non sottovalutare l’impegno dei grigi della finanza. Gli investigatori del Gico del Nucleo Polizia Tributaria di Bari hanno indirizzato le loro attenzioni sui patrimoni e sulla sottrazione di quanto accumulato illecitamente. La Gdf ha quindi accertato sproporzioni fra le fonti di reddito di alcuni indagati e il cospicuo valore dei beni mobili e immobili.
Tra il 2007 e il 2011 alcuni degli indagati avrebbero disposto di cospicui patrimoni finiti ora sotto sequestro. Tra i beni strappati dalle grinfie dei trafficanti di rame spicca un compendio aziendale operante nel settore della compravendita di autovetture con sede a Foggia ed unità locale a Suzzara (Mantova). C’è pure un fabbricato di Torremaggiore adibito ad abitazione e alcune auto tra i beni sequestrati. Il questore Silvis ha promesso ancora impegno: “Il progetto andrà avanti. Questa è stata una delle operazioni più importanti nel settore a livello nazionale ma ora dobbiamo capire come questi soggetti riuscissero a portare al nord la merce rubata. Non escludiamo il coinvolgimento delle organizzazioni mafiose”. Forse le uniche ad arricchirsi nel mondo dei furti di rame.
La lista degli arrestati: Gaetano Viscillo, Daniel Chiriac, Agron Rameta, Merlin Myftaraj, Elton Begaj, Antonio Iammarino, Marius Claudiu Druiu, Nelu Cardas, Alexandru Angelescu, Iulian Costisanu, Ilie Marcu, Florin Cosmin, Ionut Ruican, Bogdan Tibichi, Marian Iordache, Ivan Catalin, Andrea Cavallo, Francesco D’Eusanio, Costantino Serlenga, Mistoclin Racman, Juri Ieraci e Michele Patera (deceduto).