Gli arrosticini abruzzesi fanno impazzire Foggia. Ieri sera, nella prima serata di “Libando”, festival del cibo di strada, il centro storico del capoluogo dauno pullulava di bella gente e grandi alimenti. La semplicità dei prodotti a disposizione non è passata inosservata ai presenti. Dopo l’inaugurazione del festival (che si concluderà stasera), i cibi e le cucine di strada hanno dominato la scena in piazza Cattedrale. In scena tutti i maggiori brand italiani: dalla piada romagnola alle olive ascolane, dalla porchetta di Ariccia alla trippa e al lampredotto fiorentini, dalle bombette di Alberobello allo streetfood siciliano (pani ca’ meusa, arancini, pane e panelle, cannoli e cous cous), dagli arrosticini abruzzesi al Pastin che arriva dalle dolomiti bellunesi. E poi i mitici scagliozzi con torcinelli al seguito, ospitati dal caravan vintage escarGO’.
I numeri dell’iniziativa sono davvero importanti e ben rappresentano il successo della prima serata di “Libando”: 600 litri di birra artigianale, 500 pastin, 2,5 quintali di arrosticini (sono state chieste nuove scorte dall’Abruzzo!), 1 quintale di pesce, 1,5 quintali di porchetta di Ariccia, 70 kg di ricotta, 30 kg di milza, 800 arancini e 600 piadine romagnole.
Tutto questo ben di Dio è stato accompagnato da eventi e tavole rotonde a tema. Nell’incontro con Massimiliano Ricciarini (presidente di Streetfood) erano presenti Mario Ottaviano, Peppe Zullo, Felice Limosani, Fabio Renzi e Carlo Cambi, tutti a Foggia per parlare dell’importanza dello Street Food.
Lo chef orsarese Peppe Zullo non ha dubbi: “Il cibo di strada deve essere un cibo che fa felice la gente”. Felice Limosani, curatore della mostra Expo 2015 invita a “recuperare la memoria storica perchè è l’ossatura del futuro. La mente è capace di ricordare ma anche di immaginare”. Carlo Cambi, Maestro di Gusto (Prova del Cuoco su Rai1), definisce il cibo di strada “un cibo stanziale offerto al viandante”. Mario Ottaviano invece, chef de Il Trabucco da Mimì a Peschici, ha detto che “ogni territorio ha una ricchezza che va riscoperta. Il mio compito è essere ambasciatore del mio territorio”.
Libando ha coinvolto anche la Rssa “Il Sorriso”, gli ospiti della Residenza Socio-Sanitaria Assistenziale del Gruppo Telesforo. E poi spettacoli e intrattenimento con la presentazione nell’Enoteca Uvarara (in vico Mastrolillo 15), del libro “Sommelier … ma non troppo” in compagnia di Tinto, ovvero Nicola Prudente, autore insieme a Fede (Federico Quaranta) del volume. Daniela d’Elia e Claudia Vinciguerra hanno invece tenuto lo spettacolo “Una cucina da favola”, un racconto divertente per bambini di tutte le età.
“Libando, viaggiare mangiando” è promosso dall’assessorato al Turismo del Comune di Foggia in collaborazione con le associazioni Streetfood e Diterradimare e con l’impresa creativa Red Hot, e vanta il patrocinio di Regione Puglia, PugliaPromozione, CCIAA di Foggia, Confcommercio Foggia e Accademia delle Belle Arti di Foggia.
Domani su l’Immediato, il bilancio completo dell’iniziativa.




