Riciclaggio e ricettazione, due must nella malavita cerignolana. Gli uomini del Commissariato di Polizia di Cerignola, agli ordini del Vice Questore Aggiunto Loreta Colasuonno, hanno eseguito tre fermi nei confronti di Giandonato Dimodugno, classe 1973, Said Wahbi, classe 1985 e Mokhtar Rahbi, classe 1979, tutti già noti alle forze dell’ordine. Soprattutto Dimodugno che annovera a suo carico diversi precedenti, tra cui alcuni specifici in materia di riciclaggio e ricettazione.
In particolare, gli agenti, visto il dilagante fenomeno di riciclaggio e ricettazione di autovetture di media e grossa cilindrata, hanno effettuato un’attività info-investigativa, riuscendo ad individuare una delle zone in cui un’organizzazione criminale, dedita all’attività di riciclaggio, celava le autovetture rubate e successivamente le smontava al fine di catalogarle e rimettere in commercio i pezzi di ricambio, sotto la copertura di autodemolizioni. Dopo aver localizzato il luogo dove le autovetture venivano materialmente “cannibalizzate”, a qualche centinaio di metri dal centro cittadino, i poliziotti hanno deciso di iniziare un lungo servizio di osservazione, col fine di porre fine al business illecito.
Dopo alcune ore, gli agenti hanno notato uscire da un fabbricato in Via Ivrea a Cerignola, un furgone bianco, condotto da Dimodugno. L’uomo, dopo aver richiuso il cancello assicurandolo con un lucchetto, è ripartito con il furgone in direzione centro città.
Una volta individuato con precisione il fabbricato all’interno del quale avveniva l’attività di riciclaggio, gli operatori della Polizia, udendo ancora rumori di ferraglia al suo interno, hanno deciso di intervenire scavalcando il cancello.
I due soggetti presenti, vista la Polizia, sono fuggiti cercando di guadagnare le scale che portavano sopra al tetto del fabbricato, lì sono stati bloccati dagli agenti. All’interno del box da cui erano usciti i due individui è stata rinvenuta una scocca d’autovettura Audi A3, appena “cannibalizzata”, risultata rubata lo scorso 15 aprile a Trani.
All’interno di un altro box è stata ritrovata una scocca d’autovettura di colore rosso, appartenente ad una Fiat Panda rubata a Potenza. Il colore dei pezzi di carrozzeria rinvenuti all’interno di quest’ultimo box era identico ai pezzi di carrozzeria visti all’interno del Fiat scudo condotto da Dimodugno.
Dopo alcuni minuti, proprio Dimodugno ha fatto rientro nell’area dove gli agenti erano pronti ad “accoglierlo”. A quel punto gli agenti lo hanno beccato nonostante il suo tentativo di fuga.
Al fine di approfondire ulteriormente l’attività d’indagine, si è deciso di effettuare un controllo all’interno di un’autodemolizione di proprietà di M.T., classe 1960, per rinvenire le parti meccaniche mancanti delle due autovetture rinvenute. Durante la perquisizione sono state ritrovate parti d’autovettura e un propulsore di nuova costruzione.
Successivamente si è appurato che il propulsore apparteneva a una Fiat 500 di nuova costruzione, risultata rubata il 31 marzo scorso.
Il valore di tutto il materiale sottoposto a sequestro, nelle due distinte operazioni, ammonta a circa 100 mila euro.

