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Home » La comunione del piccolo Francesco, storia di un “miracolo terreno” al Don Uva

La comunione del piccolo Francesco, storia di un “miracolo terreno” al Don Uva

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Welfare
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Se si può parlare di “miracoli terreni”, la storia del piccolo Francesco Pio Ricciuto è senza dubbio emblematica. Ad 11 anni appena, con la rara sindrome di Pierre Robin, si deve avere una grande determinazione e forza d’animo per farcela. Oltre ad un percorso riabilitativo particolare. Il centro polivalente del Don Uva di Foggia è stata la risposta al piccolo Francesco, al quale, alla nascita, avevano pronosticato “pochi giorni di vita” per via della patologia che comporta una grave disabilità motoria e psichica. Invece, il 24 aprile, potrà segnare sul suo calendario una data importante: nella cappellina Santa Maria Bambina don Rosario De Rosa celebrerà la sua prima comunione. Alla cerimonia organizzata dalla Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza parteciperanno anche i responsabili delle associazioni della Protezione Civile “Paser” di Manfredonia e “Falchi” di Foggia.

Francesco, dopo un complicatissimo processo riabilitativo (è stato ospitato nella struttura di via Lucera a soli 8 mesi), ora cammina regolarmente ed è in grado di condurre una vita socialmente più che valida, pur con tutte le limitazioni del caso per un minore con gravi disabilità psico-motorie.

Fondamentale per lui l’apporto di sua mamma Sarah, che non si è mai arresa alle difficolta enormi che la sindrome comporta ed ha supportato e supporta tuttora le grandi sfide che giornalmente suo figlio Francesco deve affrontare e vincere. “Questo è un giorno meraviglioso per Checco – dice Sarah – e vorrei che fosse un giorno da ricordare per tutte quelle che mamme che come me devono superare montagne insormontabili. Il sorriso di mio figlio mi spinge a credere che non ci si debba mai arrendere e che se è vero che lui, io e la sua famiglia non avremo mai una vita normale, è pur vero che una vita è comunque possibile. Ed è una vita bellissima, perché io non vorrei nessun altro figlio se non Francesco, pur con la sua esistenza così complicata. Tutto questo è stato reso reale anche grazie al Don Uva, alle sue mille risorse, alle sue fisioterapiste, ai medici, agli infermieri e a tutto il personale”.

Tags: Don UvaFalchiFoggiaFrancesco Pio RicciutoPaserPierre RobinRosario De RosaSarah
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