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Home » Record di presenze al Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, protagonista la scuola Galiani di San Giovanni Rotondo

Record di presenze al Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, protagonista la scuola Galiani di San Giovanni Rotondo

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Cultura&Società
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In cinque giorni sono state registrate più di 17mila presenze: un vero record, anche per uno dei musei più famosi del mondo, il Collezione Peggy Guggenheim di Venezia. Quest’anno però, a contribuire alla buona riuscita dell’evento ci hanno pensato i ragazzi della scuola Galiani di San Giovanni Rotondo. Per allestire e dare forma all’opera (che rimarrà aperta fino al 4 maggio), il personale del museo ha lavorato ininterrottamente per settimane. I diversi contributi sono stati montati tra loro per costruire una sorta di Italia ideale. Al suo interno, uno spazio speciale è dedicato alla Puglia: ed è qui che fa un figurone la scuola Galiani di San Giovanni Rotondo premiata da De Agostini Libri (con atlanti, globi e altro materiale didattico) per aver partecipato al progetto con il maggior numero di alunni, ben 677.

Il dato più strabiliante di tutta l’iniziativa è l’età dei visitatori, che, nella maggioranza dei casi, non supera i 10 anni. Ad avvicinare all’arte tanti giovanissimi è il progetto Ovs Kids Creative Lab, un’enorme installazione collettiva nata dall’assemblaggio dei piccoli mosaici realizzati da 300mila studenti delle scuole primarie d’Italia.

“E’ incredibile – dice Philip Rylands, direttore della Collezione dal 1980, cioè da quando la residenza di Peggy Guggenheim è stata aperta al pubblico -. Per noi è una grande soddisfazione avere qui tanti bimbi, molti dei quali, se non fosse stato per questa occasione, forse non avrebbero visitato il museo”. Nel giardino del palazzetto affacciato sul Canal Grande c’è un via vai di ragazzini provenienti da tutte le regioni, eccitatissimi all’idea di vedere esposte le loro creazioni. Alcuni, per ingannare l’attesa, sfuggono all’occhio attento di guide e insegnanti, e giocano a nascondino, ignari di rincorrersi tra sculture di Giacometti, Moore e Paladino. Quando entrano nell’esposizione, che si articola in varie sale, è tutto un “ohhhh!”, “wow!”, “hai visto, hai visto: quello è il nostro mosaico!”, “ma che dici, il nostro era di un altro colore», «ah sì? Però è proprio bello”, “non ci posso credere, c’è anche Peppa Pig!!!!!”.

Tags: Peggy GuggenheimPeppa PigSan Giovanni Rotondo
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