Alla fine Marasco si è commosso. Il colpo d’occhio all’Altro cinema delle sedie gremite e dei corridoi affollati era forte, intervenire dopo Scalfarotto, Emiliano, Gentile, Picierno l’ha emozionato. Dunque ha letto il suo intervento con qualche interruzione coronata da applausi. La presentazione dei candidati alle comunali e alle europee è così: i segretari cittadini e provinciali che suonano la carica (in questo caso Rauseo e Piemontese), i big della Regione e il capolista alle elezioni per l’Europa che aggiungono il mantra del Sud a Bruxelles e di Foggia “che sento un po’ mia”. Così il sindaco di Bari ha riassunto le tappe di una città in grave difficoltà soprattutto per la questione immondizia, mentre qualcuno commentava dalla platea: “Non lo dimentichiamo, potevamo diventare come Napoli”.
I temi su cui insiste il Pd a Foggia riguardano, essenzialmente, l’avere evitato, con l’amministrazione Mongelli, il baratro del dissesto finanziario, la catastrofe dei rifiuti per strada, il rinnovo delle liste con tanti volti giovani che “accompagnano quelli con più esperienza”. Emiliano, dopo aver preannunciato “saremo soci nella gestione dei rifiuti”, ha anche supportato il cambio generazionale: “Chi lascia la via vecchia poi deve darsi da fare, Marasco è un combattente dallo stile diretto e reale”. Poi si è rivolto direttamente a lui: “Sei un riferimento politico, un sindaco non può essere solo un amministratore”. E’ stata l’investitura ufficiale dell’ex assessore della giunta Mongelli, un battesimo di fuoco con le rassicurazioni: “Fare il sindaco mi ha cambiato la vita. Sono a tua disposizione, e questo ha un valore reale quando lo dico”. Dichiarazioni incastonate nella “cultura di governo” cioè quella posta in essere da Renzi.
Ma cos’è questa “strana alleanza” M5s- Fi? Pina Picierno, che sta attraversando il sud per “riscoprirne la bellezza e rilanciare Foggia snodo di collegamento verso il Mezzogiorno”, se lo chiedeva tuonando contro i “gattopardi della politica”. 80 euro, un numero pirotecnico in campagna elettorale, un quid da portare in giro per ridere di chi lo sminuisce e confermare che “con noi la gente ha trovato speranza”. C’è l’Europa dei fondi strutturali utilizzati male in Campania, “Caldoro è imbarazzante, la Puglia è stato in questo senso un laboratorio di innovazione”. Picierno passa a Gentile, l’assessore della giunta Vendola che vuole riportare lassù, oltre le Alpi, le “istanze dei più deboli, delle persone fragili contro l’Europa dei banchieri”. Il senso della comunità, in un afflato oratorio, può anche essere “compagni e compagne” perché questa storia esiste e va sostenuta, ricreata se manca. Elena che tende sempre la mano a Sel, come vorrebbe che l’Europa la tendesse ai sindaci. 
Marasco, dopo questo fiume di complimenti e incitazioni, ha enunciato la sua “corsa per la vittoria” ispirandosi al libro di Conrad. Una città all’altezza dei nostri sogni con il pericolo vero, “quello di camminare senza se stessi”. Un intervento basato sulla “mission” profonda che sente di rappresentare, oltre le primarie che l’hanno incoronato candidato sindaco, argomento su cui ha rilanciato Scalfarotto. “Noi diciamo le cose e le facciamo, Marasco non è stato scelto nelle secrete stanze ma con le primarie, un’avventura da cui abbiamo cominciato e con cui continueremo”. Pina Picierno, inoltre, è stata scelta dal segretario nazionale “perché responsabile, anche, della legalità nel partito, un fatto dirompente”.
Quando è scesa dal palco, tutti i nuovi giovani del partito scattavano foto con lei. Il selfie, ovviamente, va molto di moda. Anche Emiliano e Gentile ne scattarono uno insieme, poi il sindaco di Bari declinò l’invito verso Bruxelles con Picierno capolista dalla Campania. Acqua passata, dopo le europee e la corsa per la fascia tricolore, ci sono le regionali.



