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Home » Nella Fiera del “nonsense” Cannerozzi trova i lati positivi: “50mila visitatori contro i 35mila del 2013”

Nella Fiera del “nonsense” Cannerozzi trova i lati positivi: “50mila visitatori contro i 35mila del 2013”

Di Roberta Fiorenti
22 Febbraio 2018
in Agricoltura, Economia
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Fedele Cannerozzi, presidente dell’Ente Fiera

“I numeri sono stati confermati anche nelle altre giornate. Sono venuti 50mila visitatori quest’anno in Fiera, complessivamente, a fronte dei circa 35mila dello scorso anno, se la memoria non mi inganna”. Non solo il 1°maggio, che ha registrato il picco di affluenza, con oltre 25mila presenze, la 65esima edizione della Fiera Internazionale dell’Agricoltura e della Zootecnia di Foggia, che ha chiuso i battenti domenica scorsa, ha registrato grande partecipazione di pubblico, spalmata nelle cinque giornate ad accesso gratuito. Il dato è emerso dal bilancio tracciato a l’Immediato da Fedele Cannerozzi. Si dice “felice di come è andata la manifestazione” il presidente dell’Ente Fiera.

“Ho potuto riscontrare la soddisfazione anche da parte degli espositori, sia di quelli che son venuti in fiera a vendere direttamente il prodotto, in particolare quelli dell’alimentare, che ho visto rifornire più volte le scorte, che di coloro che vendono le macchine agricole. Ho avuto la fortuna di documentare anche per immagini le contrattazioni. Sono state veramente tantissime tra gli operatori nel padiglione  71 e 10, e nelle aree scoperte che ospitavano macchinari per l’agricoltura”.

Curiosità tra gli addetti ai lavori, hanno suscitato, particolarmente, le novità dell’artigianato di qualità in esposizione nel padiglione 71 e nelle aree scoperte. È il caso delle raccoglitrici e impolveratrici della “Del Giudice Macchine Agricole” di San Severo. Pari interesse Cannerozzi ha colto nel salone dedicato al bio e alla cultura slow food, tra le principali novità dell’edizione 2014 in cui si è consolidato il rapporto con l’associazione internazionale “Città del Bio” e con il suo direttore Ignazio Garau.

“La stessa organizzazione Città del Bio -riferisce il presidente- mi ha detto che in questi giorni molti sono stati gli amministratori che stanno cercando di fare un’azione di promozione del bio a livello istituzionale. Mi hanno detto che, a parte i comuni dei Monti Dauni con i quali c’è un progetto in corso già definito, sono stati contattati da alcune amministrazioni interessate ad aderire alla rete. Sono felice di come è andata la manifestazione, oggettivamente. In altri casi -confessa- non ho mostrato tanta contentezza, invece quest’anno mi sento di essere felice di come è andata”.

Quest’anno sono tornati in Fiera anche soggetti imprenditoriali assenti da tempo, come la cooperativa Fortore, che produce olio e vino, e ha  sviluppato contatti internazionali in occasione della cinque giorni. Un’edizione che si è celebrata con lo spirito dell’ultima pubblica, nell’imminenza del percorso di privatizzazione delle attività di promozione delle manifestazioni, in un clima da resa dei conti che ha suscitato il dibattito sull’opportunità del processo imposto dalla legge e valutazioni di bilancio sulla manifestazione fieristica che in sé.

Rappresenta “un nonsense” per il presidente di Confagricoltura Foggia, Onofrio Giuliano, lo ha dichiarato a l’Immediato, la sopravvivenza a Foggia di “una Fiera del genere, solo dell’agricoltura”.

“Il sistema fieristico asiatico -osservava in occasione della cerimonia inaugurale- ha la supremazia perché è la fiera della tecnologia, che interessa tutto il mondo, la Fiera dell’Agricoltura di Foggia è la fiera di Foggia, che interessa una fetta di territorio molto limitata”. Ormai anche per i macchinari agricoli e per gli strumenti innovativi ci si aggiorna su internet delle novità in commercio, e la vetrina fieristica non si qualifica più come utile occasione per monitorare lo stato del proprio settore produttivo. Dissente in parte Cannerozzi dal giudizio espresso dal presidente di Confagricoltura.

“Sono i nostri stessi operatori, quelli più avveduti e attivi che stanno sempre con una valigia in mano e partecipano a tutte le fiere internazionali dell’agroindustria, a testimoniare che una fiera dell’agricoltura e agroalimentare ha ancora il suo senso nell’intermediare domanda e offerta di beni e servizi”. Condivide, invece, l’analisi critica sull’evento fieristico di maggio.

“Sono d’accordo con lui nel ritenere che questa manifestazione fieristica ha sempre meno senso, per come la facciamo noi da quarant’anni a Foggia, ma sono stato il primo a dirlo almeno due anni fa che gli spazi espositivi hanno sempre meno importanza e sono sempre più importanti i servizi che si rendono agli espositori e ai visitatori. Il punto, quello che ho provato a dire durante la cerimonia inaugurale, è che questo prodotto antico di quarant’anni, per poter restare sul mercato ed essere efficace, ha necessità di investimenti”. Il pubblico non può garantirli, allora spetta al mercato dagli investitori rivoluzionare il quartiere fieristico, “considerato che abbiamo queste strutture e che non abbiamo investito un centesimo in questi anni e che qualunque investimento -a detta dell’avvocato- ha un effetto moltiplicatore inimmaginabile”.

I primi interlocutori sono gli operatori locali, comprese le loro organizzazioni di categoria, per Cannerozzi, che per  rivitalizzare la Fiera dell’Agricoltura, immagina il sostegno degli espositori che invitano i buyer a Foggia, a toccare con mano la cultura delle produzioni e la filosofia aziendale alla base dei prodotti. “Questo è quello che andrebbe fatto. Chi è disposto a investire in questo senso? Gli imprenditori condividono questa analisi, che proporsi in questo modo sul mercato nazionale e internazionale ha un senso diverso?”

Tags: capitanataFedele CannerozziFiera dell'agricoltura FoggiaFoggiaOnofrio Giuliano
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