Il caso dei rifiuti interrati nei terreni della Capitanata si fa sempre più grosso e intricato.
I carabinieri del comando provinciale di Foggia e quelli del Noe di Bari, nell’ambito dell’indagine Black Land, hanno terminato le operazioni di “carotaggio” avviate questa mattina nella cava di Cerignola, contrada Borgo Libertà. I militari sono intervenuti in un terreno di proprietà di Francesco Pelullo (uno dei 13 soggetti arrestati). Le operazioni si sono concluse con i prelievi eseguiti dal consulente della Procura della Repubblica – DDA di Bari.
Gli scavi hanno portato alla luce rifiuti vari la cui natura si potrà conoscere soltanto al termine delle analisi di laboratorio che verranno esperite sul campionamento effettuato dal consulente della Procura.
“Allo stato – spiegano i carabinieri del comando provinciale di Foggia – non è possibile riferire ed indicare nulla sulla natura e sul tipo di rifiuti intombati rinvenuti nella cava ispezionata questa mattina”.
Nonostante la cautela dei carabinieri e del colonnello Pasquale Del Gaudio contattato da l’Immediato, le prime informazioni ufficiose lasciano presagire il peggio. Un’Ansa battuta poche ore fa e poi rimbalzata sul quotidiano nazionale “la Repubblica”, parlano di rifiuti radioattivi ritrovati in quell’area. Rifiuti talmente pericolosi da aver costretto i carabinieri a sospendere le operazioni prima della fine. “Ci siamo fermati per potenziale contaminazione”, precisa a l’Immediato, il comandante del Noe, Angelo Colacicco. “Sono state rinvenute tracce di rame e metalli vari e si è preferito non procedere in quanto non avevamo le protezioni idonee”. Poi aggiunge: “In alcuni scavi sono spuntate sostanze oliose ma che potrebbero essere del tutto evanescenti. Torneremo sul posto con le protezioni adeguate. Ritengo, però, che si rischia di fare solo brutta figura nel diffondere informazioni allarmanti come quelle che ho letto”.
Le operazioni a Cerignola seguono quelle di Apricena (LEGGI) dove la cava Bianchi è stata ritrovata già piena fino all’orlo di rifiuti di ogni genere. A sversare monnezza sarebbero sempre gli stessi soggetti coinvolti nell’operazione “Black Land” e responsabili del disastro ambientale nella cava della “Edil C” di Ordona (LEGGI).
Intanto ci giungono gli esiti del riesame per gli arrestati nell’operazione Black Land.
- CIAFFA GERIO, – RINUNCIA – CARCERE
- ARMINIO ERMINIO, – RINUNCIA – CARCERE
- DI IESO PASQUALE MARTINO , – RIGETTO – CARCERE
- ZENGA GIUSEPPE, – RIGETTO – CARCERE
- CANTARELLI GIANLUCA, , – RIGETTO – applicati gli ARRESTI DOMICILIARI
- CARUSO GIUSEPPE FRANCESCO, – RIGETTO – applicati gli ARRESTI DOMICILIARI
- PETRONZI DONATO, – RIGETTO – CARCERE
- GAMMAROTA GIUSEPPE, – RIGETTO – CARCERE
- DURANTE CLAUDIO, – RIGETTO – applicati gli ARRESTI DOMICILIARI
- PELULLO FRANCESCO, – RIGETTO – CARCERE
- DE NITTIS GIUSEPPE, – RIGETTO – CARCERE
- DI LENO FRANCESCO, , – RIGETTO – applicati gli ARRESTI DOMICILIARI
- DEL GROSSO DONATO, – RIGETTO – CARCERE