Proseguono le indagini dei Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia – coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia – relative all’operazione “Zero in condotta” attraverso l’esame ed i riscontri della documentazione acquisita presso gli istituti scolastici durante le perquisizioni effettuate lo scorso 13 marzo.
In particolare, i militari della Compagnia di San Severo e della Brigata di Torre Fantine, a seguito dell’esame solo di una parte delle posizioni emerse, hanno individuato ulteriori 19 docenti di sostegno per ragazzi disabili – denunciati per truffa ai danni dello Stato – che hanno autocertificato il conseguimento di diplomi di laurea e titoli di specializzazione risultati essere falsi.
Nel corso dei riscontri, una pattuglia ha trovato uno di questi docenti presso un istituto scolastico della provincia mentre – diversamente da altri colleghi indagati – continuava a svolgere l’attività didattica. Pertanto, è stato immediatamente tratto in arresto in flagranza di reato.
All’indomani dell’operazione del marzo scorso, alcuni docenti avevano preferito sospendere la propria attività. Chi si sentiva in difetto ha deciso di non rischiare dimettendosi dall’incarico il più in fretta possibile. È quanto emerge dal comando foggiano della Guardia di Finanza che a l’Immediato ha assicurato che l’operazione non è affatto conclusa. Ma c’è massimo riserbo sugli istituti scolastici coinvolti: “Abbiamo precise direttive dalla Procura e poi è meglio non procurare allarmismo tra i docenti”. Delle 19 persone pizzicate dai finanzieri, alcune operavano fuori dai confini della provincia di Foggia. “Ma la stragrande maggioranza insegnava in strutture della Capitanata”. Secondo i finanzieri, l’operazione “zero in condotta” potrà fornire ulteriori novità già nelle prossime settimane. “Si lavora anche per individuare chi emetteva le false documentazioni. In buona sostanza la fonte di tutto il sistema”.
Sale, così, a 40 il numero degli insegnanti, in particolare di quelli cosiddetti di “sostegno” originari del foggiano, complessivamente denunciati dagli investigatori per aver utilizzato autocertificazioni e titoli di studio/specializzazione falsi.
L’obiettivo illecito perseguito dagli indagati era quello di scavalcare gli aventi diritto nelle graduatorie per l’assegnazione di incarichi di supplenza per poi maturare indebiti punteggi allo scopo di ottenere, in maniera fraudolenta, l’assunzione in ruolo presso gli istituti scolastici.
IL VIDEO DELL’OPERAZIONE DELLO SCORSO MARZO