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Home » Agguato sul lungomare di Margherita, è guerra per il controllo del business della droga

Agguato sul lungomare di Margherita, è guerra per il controllo del business della droga

Di Francesco Pesante
22 Febbraio 2018
in Cronaca
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Il “Far West” a Margherita di Savoia. Poteva finire malissimo una sparatoria avvenuta mercoledì scorso sul lungomare. Emanuele Riondino, 24enne del luogo e Michele Santarella, 20enne di Trinitapoli, hanno esploso sei colpi calibro 9 verso un gruppetto di ragazzi che sostava in piazzetta. A farne le spese il 39enne Gaetano Lamonaca, ferito all’addome (a 5 centimetri dal cuore) e alla gamba. Ma forse non era lui l’obiettivo, bensì il figlio di un noto pregiudicato dedito al narcotraffico. Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso ogni momento.

Riondino e Santarella a bordo di uno scooter Scarabeo, hanno prima effettuato un sopralluogo per accertarsi della presenza della vittima e poi, dopo la breve fase di studio, sono passati ai fatti sparando i sei colpi d’arma da fuoco. Lo scooter era privo di carena e targa, dunque irriconoscibile. Ma le riprese, il modello del mezzo, le testimonianze, le rivalità tra spacciatori e l’arma utilizzata hanno ristretto il cerchio sui due protagonisti dell’agguato.

I due colpevoli sono stati rintracciati poco dopo. Riondino a casa sua mentre litigava con il fratello che gli urlava di scappare dalla città perchè “invasa dai carabinieri”. Il secondo, Santarella, pizzicato a bordo di un’auto mentre si allontanava dal paese.

Gli investigatori hanno rintracciato il luogo nel quale erano stati nascosti lo scooter e le armi e dove erano stati bruciati i vestiti utilizzati per l’agguato. Il nascondiglio era costituito da un casolare abbandonato alla periferia di Margherita.

In un giardino attiguo era sotterrata l’arma, poi sottoposta a sequestro. Si tratta di una replica della Beretta modello 85. Gli indagati sono stati sottoposti alla prova dello stub e tutto il materiale rinvenuto sequestrato e a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il movente sembra riconducibile a contrasti per il controllo del business della droga nella piazza di Margherita.

Lamonaca è stato operato d’urgenza e ora è fuori pericolo. Il Gip intanto, ha convalidato gli arresti di Riondino e Santarella, indagati per tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, lesioni personali gravi.

 

Tags: Emanuele RiondinoGaetano LamonacaMargherita di SavoiaMichele Santarella
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