“Da stamane macinando chilometri verso altri presidi provinciali e regionali”. Viene affidato a Facebook lo sfogo degli autisti di ambulanza di Cerignola. “A causa del prolungamento dell’interruzione del servizio diagnostica Tac – scrivono – unitamente ai numerosi trasferimenti richiesti dalle nostre unità operative verso altri reparti ad alta specializzazione, siamo costretti a girare la regione”.
Qualcuno si muove verso il San Camillo de Lellis di Manfedonia per trasportare un paziente pediatrico. Insomma, il caos. Le ragioni? Da una settimana la macchina del nosocomio cerignolano non ne vuole più sapere di funzionare. “Si è fermata tre volte la scorsa settimana – spiega a l’Immediato Rocco Dalessandro, direttore sanitario del Tatarella -, è evidente che in queste condizioni non si possono evitare disagi. Ha funzionato a singhiozzo negli ultimi tempi. E mi sembra fisiologico, visto che si tratta di uno strumento che è stato montato 15 anni fa all’ex ospedale Tommaso Russo, prima di essere trasferita al Tatarella. Per fortuna Cerignola è assegnataria di due macchine nuove, una Tac ed una Risonanza. Ne abbiamo già parlato con il direttore generale dell’Asl, Attilio Manfrini, il quale ci ha rassicurato che è già stato predisposto un avvisto pubblico per una Tac mobile – che servirà a garantire il servizio nella fase transitoria, fino all’arrivo del nuovo strumento diagnostico -. In ogni caso – precisa Dalessandro – spero che la situazione venga definitivamente risolta entro la prima decade di giugno…”.
In realtà, la situazione sembra davvero particolare. Proprio qui, nella città dell’assessore regionale alla Salute, Elena Gentile, si consuma un vero paradosso. Difatti, il medico candidato alle Europee con il Partito democratico, soltanto qualche mese fa aveva lanciato la “rivoluzione” della sanità pugliese: “Con Tac e radiografie anche di notte abbatteremo le liste d’attesa”, disse in pompa magna. La svolta sarebbe partita proprio a gennaio di quest’anno, dopo l’okay nella Giunta guidata da Nichi Vendola.
“I reparti saranno aperti notte e giorno – dichiarò il governatore in conferenza stampa -. I macchinari saranno accesi incessantemente per consentire di snellire quelle infinite liste di attesa. Nello specifico le radiologie saranno aperte dalle 8 alle 24 dal lunedì al venerdì e dalle 8 alle 20 il sabato e la domenica. I pazienti già in attesa di prenotazione saranno contattati per essere inseriti nelle nuove fasce orarie. Quelle notturne, in particolare, saranno la corsia “preferenziale” di chi ha un attesa che supera i due mesi. Si procederà in rigoroso ordine cronologico per non scontentare nessuno”. Il bello è che, in quella stessa circostanza, dichiararono che “la prima verifica verrà effettuata a maggio per capire se il metodo adottato avrà sortito gli effetti sperati”. Chissà quale sarà il responso nella città di Di Vittorio, proprio nella patria di una fetta importante del potere di governo della sanità pugliese.