Con le fiaccole a rischiarare le ombre del malaffare dei rifiuti tombati nelle campagne, scoperchiato dall’operazione “Black Land”, tante famiglie. Mamme e papà coi passeggini. Gruppi di bambini a urlare “vogliamo giustizia!” dietro gli striscioni di sdegno. La mobilitazione per la tutela del diritto alla salute, organizzata ieri a Cerignola dal neonato comitato spontaneo contro gli avvelenamenti della terra, dell’acqua e dell’aria, ha riversato in piazza oltre 500 persone. Una stima per difetto che non tiene conto di quanti al corteo si sono accodati senza fiammelle accese. Come gli anziani coniugi Lattanzio, unitisi alla marcia che ha preso il via da piazza Duomo, subito dopo la celebrazione della messa serale in Cattedrale. Dal palco che ha dato voce alle ragioni della protesta hanno appreso il senso del corteo che di lì a poco avrebbe attraversato le vie cittadine, per sciogliersi, dopo un breve tratto, ai piedi di Palazzo di Città. Tenendosi a braccetto procedevano in silenzio, col pensiero rivolto al figlio trentunenne morto di tumore. “Io l’ho sconfitto”, ha confidato l’uomo colpito da una neoplasia polmonare.
Tante le biografie personali che in quei crimini ambientali trovano una risposta alle vite stroncate dai tumori. “Noi in famiglia abbiamo avuto un sacco di morti per i tumori, ma proprio tante. Pensavamo che ci fosse qualcosa che non andasse. Poi, piano piano, son venute fuori le cose. È stata una conferma, per noi, questa scoperta. Sarà quello il motivo, lo sversamento di rifiuti. O qualche altra cosa, non sappiamo. Però, per noi, c’è un aumento delle morti causate da tumori”, confessa a l’Immediato un medic
o pediatra. “Riguardo ai miei assistiti -aggiunge- non ci sono, per fortuna, bambini affetti da neoplasie, però, confrontandomi con altri colleghi, so per certo che casi di leucemia ci sono”. “In ogni famiglia ci sono casi di parenti o amici ammalati, bambini affetti da leucemia”, commenta poco prima della partenza del corteo un gruppo di mamme. “È bene che si cominci a denunciare queste cose, e che si scenda in piazza a manifestare. Ma che non sia questa l’unica occasione. I tumori aumentano, e anche dagli ospedali dove avvengono i ricoveri da anni arriva questo allarme”.
Lo ha poi ha confermato una testimonianza dal palco. Con la voce rotta dal dolore, mamma Lucrezia ha condiviso il suo strazio, tenendo per mano la sorellina di Carlo, precocemente scomparso 11 anni fa, all’età di appena 12 anni. “Una cosa che spesso mi viene in mente è una domanda che mi fece il primario che aveva in cura mio figlio: Ma cosa avete nella vostra città che non va? Arrivano troppi ricoveri”, citando testualmente le parole dell’allora direttore del reparto di Oncologia pediatrica di San Giovanni Rotondo. “Restai muta perché non sapevo. Ora, a distanza di anni -osserva la donna-, emergono cave di rifiuti. Vogliamo ancora stare zitti? Vogliamo ancora non far nulla? Diamo voce a chi non c’è più. Chiediamo giustizia per le vittime di ecomafia”.
La commozione si scioglie in un lungo applauso per la mamma coraggio che ci mette la faccia, con l’appello ad attivarsi in prima persona per difendere il futuro delle nuove generazioni. Arriva anche da Crotone l’invito alla partecipazione attiva alla tutela dell’ambiente che inquina la salute, attraverso il videomessaggio inviato agli organizzatori della mobilitazione cerignolana dalla donna malata di cancro che ha messo in piedi il gruppo Facebook “Crotone ci mette la faccia”, per denunciare l’esponenziale aumento di casi di tumore in città. A Ordona, altra terra nera di Capitanata, assieme alla città del marmo, sono già scesi in piazza nelle settimane scorse i cittadini riuniti in un comitato spontaneo. E domenica scorsa c’erano anche loro a sostenere la protesta contro le ecomafie, assieme al comitato di Lavello, agli attivisti del comitato contro gli inceneritori e a una delegazione di residenti di Borgo Tressanti, da anni impegnati nella battaglia contro l’impianto di contrada Paglia. Sulle note della sanremese “Nu juorno buono” del giovane cantante salernitano, Rocco Hunt, ispirata alle “stragi di rifiuti” e “aumenti di tumori” della “terra del sole” che è diventata “Terra dei fuochi”, hanno manifestato sdegno e rabbia, senza cedere alla rassegnazione.
“Abbiamo fatto di tutto per realizzare questa manifestazione in questo giorno dedicato alla mamma, nell’accostamento con madre natura che ci nutre coi sui frutti. Ciò che chiediamo con questa manifestazione -ha spiegato Liviana Di Gennaro a nome del comitato cittadino- è l’impegno delle istituzioni a promuovere un dialogo costante e sistematico coi cittadini e le associazioni di settore, per realizzare sinergie operative di controllo del territorio, che coinvolgano la cittadinanza, a realizzare un censimento e monitoraggio di tutte le cave presenti sul territorio, e un periodico rilevamento aereo fotografico, anche con termo-rilevazione, come già avvenuto in Salento. Anche un monitoraggio e l’analisi periodica delle falde acquifere del nostro territorio”. Una delle richieste è stata già esaudita dalla delibera di giunta che ha approvato la costituzione del Comune di Cerignola quale parte civile nei procedimenti penali.
“È necessario, visto alcune comunicazioni lette di recente -aggiunge il portavoce del comitato, in riferimento a una nota stampa diffusa nei giorni scorsi dai consiglieri di Forza Italia-, precisare chiaramente alcune cose molto importanti. Siamo stati tacciati di fare inutile allarmismo e di marchiare noi Cerignola come nuova Terra dei fuochi per fini poco nobili. Inoltre siamo stati accusati di indurre danni alla nostra economia che si impernia sull’agricoltura. Chi ha fatto queste affermazioni non ha compreso lo spirito di questa manifestazione. Rifiutiamo con energia e sdegno questa etichetta di chi trova in un facile comunicato l’alibi per non aver realizzato finora adeguati comportamenti e fornito informazioni puntuali”.
Nella folla di facce comuni, salvo qualche avvistamento politicamente colorato (presenti il segretario piddino Tommaso Sgarro, in compagnia dell’ex consigliere provinciale Nicola Sgarra, e componenti del movimento politico di opposizione “La Cicogna”), assenti le istituzioni.






