L’avevano preannunciato in una conferenza stampa che il metodo in cui si stava svolgendo la nomina degli scrutatori per le elezioni non lo condividevano, e lo ribadiscono. Gli attivisti Movimento 5 Stelle di Foggia denunciano “la scarsa sensibilità dell’uscente amministrazione comunale nei confronti dei cittadini in difficoltà”.
Con lettera al sindaco ed al presidente del Consiglio comunale, avevano chiesto scrutatori scelti con un criterio che tenesse conto “dello stato occupazionale, soprattutto alla luce dell’attuale crisi economica. In un momento così difficile le istituzioni hanno il dovere di essere vicine ai cittadini in modo concreto e non solo a parole, contemplando un principio di solidarietà sociale che dovrebbe essere alla base di ogni comunità”.
Negli ultimi giorni la commissione elettorale del Comune è stata nuovamente sollecitata a seguire criteri di “giustizia sociale”, ma i riscontri del Movimento sono altri, “imbarazzanti”: “Soggetti che afferiscono a partiti o candidati, interi nuclei familiari nominati in sezioni attigue”. Il cambiamento? “Si è persa un’occasione, e non si conoscono i criteri che hanno portato a maturare queste scelte né le ragioni per cui i singoli consiglieri comunali debbano essere loro ad esprimere la rosa dei candidati. Questa modalità è discriminate nei confronti dei cittadini che non conoscono uno dei 40 consiglieri comunali”.
Derubricano la faccenda alla “spartizione partitocratica” pur in presenza di “nuove elezioni”. Prendono fortemente le distanze da queste logiche e si definiscono “l’unica voce politica in dissenso rispetto a vecchie metodologie, purtroppo, ormai consolidate e che, una volta nel Palazzo, non esiterà a modificarle realizzando così scelte più eque e solidali per i cittadini”.