La Procura di Bari ha un nuovo capo: Giuseppe Volpe. A nominarlo a maggioranza con 16 voti a favore il plenum del Csm (Consiglio superiore della magistratura). Volpe, fino ad oggi sostituto pg in Cassazione, va a ricoprire la poltrona lasciata vacante da Antonio Laudati lo scorso anno: è stato votato dai togati di Unicost e di Area, nonché dal pg di Cassazione Gianfranco Ciani, dal vicepresidente del Csm Michele Vietti e dai laici di centrosinistra Glauco Giostra e Guido Calvi.
Solo 3 preferenze all’altro candidato Fausto Zuccarelli, aggiunto a Napoli, mentre i laici di centrodestra e il togato indipendente Paolo Corder hanno sostenuto il candidato Pasquale Drago, aggiunto a Bari. Volpe ha iniziato la sua carriera a Verbania come pretore ed è stato procuratore capo a Tempio Pausania, dove si occupò del sequestro Kassam. Come sostituto pg a Bari, ha seguito poi il processo sul rogo del teatro Petruzzelli, e in Cassazione ha rappresentato la Procura generale ai processi sui fatti di Bolzaneto, sull’omicidio Raciti, sulle firme false in Piemonte. In particolare, come pg alla Suprema Corte si è pronunciato sulla richiesta, avanzata lo scorso anno dalla difesa di Berlusconi, di trasferire da Milano i processi Ruby e Mediaset, e ha trattato la questione della misura cautelare per Sabrina Misseri e il processo per le “tangenti Sesto” a carico di Filippo Penati.
La nomina di Volpe arriva proprio mentre una nuova tegola si abbatte sulla carriera dell’ex capo della Procura di Bari, Antonio Laudati, travolto anche lui dagli strascichi della vicenda delle escort portate da Tarantini a Berlusconi e dei veleni maturati intorno alle indagini. Laudati sarà giudicato il 6 giugno prossimo dalla sezione disciplinare del Csm. La procura generale della Cassazione gli contesta di aver frequentato il governatore della Puglia Nichi Vendola quando questi era indagato dalla procura di Bari e di aver interferito nell’ attività di colleghi dell’ufficio gip che avevano concesso i domiciliari a Paolo Tarantini, alludendo a un “trattamento di favore” verso l’imprenditore.