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Home » Gli ultimi fuochi prima del silenzio, ecco gli appelli al fotofinish dei candidati sindaci

Gli ultimi fuochi prima del silenzio, ecco gli appelli al fotofinish dei candidati sindaci

Di Paola Lucino
22 Febbraio 2018
in Politica
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Ultimi fuochi della campagna elettorale coi comizi finali dislocati in varie parti della città. Gettonatissime, come sempre, l’isola pedonale e la zona antistante il teatro Giordano, ma anche piazza della Cattedrale nel centro storico e un comizio in periferia, a Candelaro. Stasera si replica il copione cambiando luogo, qualcuno come Miranda ha comiziato ieri. C’è anche la festa del Foggia calcio davanti allo stadio, che però non ha fermato gli altoparlanti della politica, con i loro slogan e le loro musiche.

Nei giorni feriali la gente va per i  negozi o lavora, se non sei proprio un fan del candidato è difficile la mobilitazione massiccia. Sicché ieri si è visto un pubblico molto fidelizzato davanti ai propri palchi mentre la vita in città scorreva, un po’ distrattamente. La musica della band di Marasco, con l’inno d’Italia a ritmo di rock, è risuonata per i vicoli intorno alla Cattedrale, all’interno di una campagna elettorale con meno spreco di santini e manifesti, sia nelle cassette della posta sia buttati per strada. Almeno finora.

Riconoscibili gli elettorati storici dei candidati, nei visi, nelle fasce di provenienza sociale, nell’appassionarsi a questo o a quel contenuto.

 

Miranda: “Andate a votare perché tanto i delinquenti ci vanno”

IMG_0891Luigi Miranda è stato arrembante. Davanti al Giordano famiglie con bambini, amici di famiglia,  simpatizzanti: “Andate a votare perché tanto se non ci andate voi ci vanno i delinquenti, quelli che hanno fatto il calcio mercato, quelli che hanno avuto promesse. Noi siamo l’elettorato della gente perbene, dateci la forza di cambiare le cose”. La sua campagna elettorale è stata giocata sull’entusiasmo dell’associazionismo che si è poi dedicato alla politica, sulla rivalutazione della città nei suoi servizi, sulla valorizzazione delle periferie e dei borghi rurali, del tessuto economico della città, a cominciare dal villaggio artigiani. In piazza ha puntato le sue carte sulla novità di un candidato giovane e sulla sua famiglia di provenienza: “Mio padre si dimise da assessore dopo sei mesi perché non ha voluto accettare compromessi”. Staff ben organizzato, affiatato e “deideologizzato”, argomento molto  in voga in  questa campagna di civiche , doppie preferenze e volti nuovi.

 

Marasco: “Farò di Foggia la mia sposa. E portare le donne in consiglio”

IMG_0896Augusto Marasco nel centro storico, uno dei temi principali del suo impegno da candidato,  ha tirato fuori una grinta sorprendente. Hanno avuto il loro esito i “rimproveri” sul fatto che non “scaldava i cuori”, che si emozionava troppo davanti alla folla. Dal giorno in cui fu battezzato da Emiliano a oggi, è cambiata la sua oratoria. Ieri sera comiziava su ‘Una città all’altezza dei nostri sogni’, slogan che ha accompagnato le giornate verso le urne: “Io sposerò questa città. Foggia sarà la mia sposa”. Poi l’aeroporto e le tasse:  “In Regione ci sono 14 milioni di euro che devono essere destinati al Gino Lisa, ma vanno sbloccati questi fondi”. Nella concitazione del momento, altra idea: “Sconti alle famiglie che hanno redditi fino a 15.000 euro sulla nuova Tasi e 30% in meno della tassa sui rifiuti per i commercianti e le imprese che adottano la raccolta differenziata”. L’appello a “eleggere tante donne in consiglio comunale” e poi la banda, con le magliette azzurre da nazionale.

 

Di Gioia: “La cosa più clamorosa per il Comune è fare il suo mestiere”

Di Gioia sul palcoPGLeonardo Di Gioia ha parlato in un quartiere popolare di ‘Un’altra storia per Foggia’: “Il rapporto con i cittadini, il loro protagonismo, il loro spirito di iniziativa e di partecipazione è la stella polare della nostra coalizione. Anche per questo abbiamo voluto costruire un’alleanza civica, libera dai vincoli di apparato e di partito. Perché da uomini liberi riusciamo a non temere la verità.” Macchina comunale all’altezza, competenze e meritocrazia, su questi punti si è mosso per la corsa verso Palazzo di città: “Credo che la cosa più clamorosa che il Comune possa fare è far bene il suo mestiere: occuparsi del bene comune, riappropriarsi delle sue funzioni di programmazione e controllo, garantire legalità. Ci servono cinque anni per fare in modo che Foggia imbocchi la strada giusta nel bivio fra catastrofe e rinascita. Il dialogo costante con la città che abbiamo intessuto in questa campagna elettorale, e che proseguiremo dopo il voto, ci dà fiducia sulla possibilità di cogliere questo obiettivo”.

 

Bruno Longo per Franco Landella sindaco: “La pratica delle tangenti è un cancro da estirpare”.

IMG_0883Le Destre Unite di Bruno Longo, Paolo Agostinacchio, candidato sindaco Franco Landella, hanno sparato a zero contro l’uscente amministrazione: “La sentenza di fallimento di Amica è una vergogna tutta ascrivibile al centrosinistra. Non è accaduto in nessuna parte di Italia che un’azienda che riceve i soldi dal Comune possa fallire. E’ stata svenduta e regalata a Bari in maniera scientifica. Pochi giorni fa è stata fatta una delibera per il ritorno in servizio di quei lavoratori che non possono arrivare alla fine del mese”. Dure parole contro la pratica delle tangenti: “Sono un cancro da estirpare. Dopo l’approvazione dei debiti fuori bilancio, l’altro giorno, una serie di imprenditori hanno detto che andranno a denunciare tutto quello di cui sono al corrente”. L’appello è soprattutto al voto, mentre “gli altri andranno al mare”.  Nella piazza è risuonato anche il ricordo di Giorgio Almirante per il quale, in occasione dei 26 anni dalla morte, il centrodestra farà una commemorazione. Tra la gente che seguiva il comizio, alcuni lavoratori dell’ex azienda Amica da reintegrare.

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Tags: amministrative 2014Augusto MarascoBruno LongoFoggiaFranco LandellaLeo Di Gioia
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