Una folla festante, con cori esultanti, bandiere sventolanti e lancio di confetti, ha accolto la neoeletta europarlamentare Elena Gentile ieri sera a Cerignola, per il comizio di ringraziamento in piazza della Repubblica. Il terzo piazzamento nella circoscrizione meridionale e i 148mila voti ottenuti, per il partito di via Mameli sono una vittoria anche locale, col Pd che si conferma primo partito (a quota 45,6%, seguito dal Movimento 5 Stelle a quota 23,01% e Forza Italia, a quota 21,69%). Un dato che nell’analisi del voto tracciata dal segretario cittadino Tommaso Sgarro diventa un incoraggiamento proiettato alle prossime amministrative del 2015.
“Sono fortunato perché l’analisi del voto che ci è toccato fare finora, era un’analisi delle sconfitte. Quella di oggi è l’analisi di una delle pagine più belle e vittoriose, perché segnare il 40% a livello nazionale e il 45% a Cerignola sono immagini di un’Italia che vuole cambiare e di una città che vuole
cambiare”. Non è vero che vince il partito del non voto, in riferimento al dato dell’astensione. Il 65% circa degli elettori non ha raggiunto i seggi. Un fatto fisiologico per Sgarro. Le Europee “sono complicate” e “non sempre attirano”, ma ciò che di rilevante hanno dimostrato è che “serve un patto sociale in questa città”. “Abbiamo trasformato tutto in consenso, invece il Partito democratico -ha continuato- vuole mettere in moto la fiducia, non fare promosse ma stringere impegni solenni. Finalmente Cerignola riparte e riparte dall’Europa. Abbiamo aiutato Cerignola ad avere una voce chiara, seria, onesta nel consesso europeo, lì dove si giocano partite sempre più importanti. Con orgoglio possiamo dire che Elena Gentile rappresenterà al Parlamento europeo le istanze dei cittadini e delle cittadine di Cerignola. Non è vero che non si possono cambiare le comunità, noi abbiamo qui un esempio che manderemo in Europa. Otto anni fa la Regione non conosceva la parola welfare e oggi questa regione, può con orgoglio essere testimonianza viva di quello che la politica può fare”.
Quello che invece è stato fatto nello spazio e nel tempo della campagna elettorale senza competitor in casa per l’assessore Gentile, lo si deve all’entusiasmo dei Giovani democratici. Un “serbatoio prezioso” che dalle altre terre piddine di Capitanata guardano con ammirazione.
Non c’era solo l’elettorato di via Mameli, con tanto di detrattori felicemente riconvertiti, a festeggiare la vittoria elettorale del Pd pugliese. Sopra e sotto il palco dirigenti di partito, sindaci e sostenitori della rivoluzione gentile che ha piantato semi in tutto il territorio provinciale. Dalla Daunia al Gargano, passando per i borghi rurali e piccoli comuni che “con una dignità incredibile hanno fatto una campagna elettorale porta a porta, lottando nei circoli”, per contribuire al bottino delle 31mila preferenze. Una partecipazione generosa che c’ha tenuto a valorizzare Maria Elena Ritrovato, il portavoce delle donne democratiche della provincia di Foggia. “Abbiamo fatto una rivoluzione stanotte, in tantissime realtà. Questa esterofilia deve finire”. Sul palco dei ringraziamenti l’avvocato sangiovannese si lascia trasportare dall’umano sentimento che non si scrutina nei seggi. “Quando si soffre così tanto per arrivare a un obiettivo l’emozione è straripante. Condividerla con voi è per me un onore. Sono onorata di essere qui per due ordini di motivi: innanzitutto perché questo è uno dei pochissimi comuni di Capitanata in cui ancora si fa il corteo del Primo maggio. Un’altra cosa che vi invidio sono i giovani. Avete un circolo meraviglioso di giovani che sono giovani anagraficamente e anche nella realtà, perché qui in Capitanata c’è una marea di giovani che sono diventati vecchi a 25 anni con le logiche della fila, del poi tocca a me. Una cosa inconcepibile per un partito che dovrebbe rappresentare istanze rivoluzionarie. La rivoluzione gentile ce l’avete qua”.
Adesso la sfida, a livello nazionale come nelle realtà dei territori, è “corrispondere alla fiducia che i cittadini ci hanno dato”, ha aggiunto il manfredoniano Franco La Torre, intervenuto per ringraziare Elena Gentile “per questa sfida che ha voluto cogliere”. “Stiamo celebrando la vittoria, ma due mesi fa, quando questa avventura stava per iniziare, il clima era un altro. Questa sfida, partiva con presupposti diversi, allorquando il nostro segretario regionale si ipotizzava dovesse essere il capolista nel Meridione”. Poi, di colpo un rovesciamento di fronte e infine la “chiamata alle armi” degli ultimi giorni per impedire la “deriva populista”. “Abbiamo fermato Grillo e con lui tutti gli sfascisti che volevano distruggere la democrazia e le istituzioni”. Lo ha urlato con orgogliosa soddisfazione Elena Gentile, nel ringraziare, assieme al suo elettorato, il premier e il presidente regionale del suo partito per averle permesso di “coronare il sogno di essere un’opportunità per proiettarci nel futuro e riscattare la nostra storia”. Sarà la “legislatura del Mezzogiorno, delle sue ragioni, del suo orgoglio e del suo riscatto” l’Europa Gentile.
A festeggiare la vittoria della neoeletta a Bruxelles c’era anche il sindaco di Bovino, Michele Dedda, accompagnato dal presidente del Gal Meridaunia, Alberto Casoria. Anche gli imprenditori locali ad applaudirla, Gerardo Dasti e il patron di ProShop Michele Grieco. E sua figlia Enrica. “Come Berlinguer”, ne fa orgoglioso vanto. Ha 26 anni e studia a Milano Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo. Per sostenere mamma Elena ha partecipato attivamente alla campagna elettorale in lungo e in largo per la Puglia. “Ho aiutato con la campagna elettorale, a convincere le persone che conosco che la speranza è sempre la cosa migliore”. E anch’essa una forma di partecipazione alla vita politica, per la giovane Enrica che a Milano milita nelle file del Pd. Un “vizio” di famiglia.
“La mia vita è stata permeata dalla grande passione politica di entrambi i miei genitori. Mi hanno insegnato il rispetto per gli altri e il valore della partecipazione. Credo fermamente nel Partito democratico sono abbastanza attiva politicamente. Mai quanto la mia mamma. Sono una semplice militante, di quelle che portano le bandiere a battono le mani”. Un impegno che la accomuna a tanti suoi coetanei dei Gd di Cerignola e che, in futuro, non lo esclude, potrebbe anche sfociare in un’attività politica di rappresentanza e responsabilità, con lo stesso spirito di sacrificio privato osservato in famiglia. “Mia mamma sta 16 ore al giorno fuori casa, e la cosa bella, e che ci ha aiutato in tutti questi anni, è che questo percorso ha allargato la mia famiglia: non è composta dal nostro piccolo nucleo familiare, perché tutte le persone che vogliono bene a mia mamma, che apprezzano quello che lei fa, mi hanno sempre un po’ accudito, e ho tante mamme e tanti papà, tanti zii”.




