
Se ti apparenti a una settimana dal ballottaggio (termine di scadenza fissato per presentare l’accordo scritto al Comune) le liste a sostegno del candidato sindaco rinunciano a qualche consigliere ma stringi un patto di ferro. Se c’è solo un accordo politico invece, il numero dei designati allo scranno di Palazzo di Città si decidono ognuno in base alle proprie percentuali. L’innovazione della Finanziaria 2010 ha ridotto del 20% il numero dei seggi spettanti all’assise comunale, che a Foggia sono passati da 40 a 32, sindaco escluso.
Come in tutte la fasi post voto, questi sono i momenti in cui le voci si rincorro freneticamente, e spesso i retroscena vengono smentiti. È il caso del consigliere Luigi Buonarota che, a proposito di alleanze- siamo ancora in questa fase di contatti preliminari e di riunioni di segreteria o gruppi- ha detto categoricamente di non aver mai pronunciato la frase: “Con Marasco mai”. Abbottonatissimo sul futuro prossimo degli schieramenti, è il consigliere più suffragato in assoluto della lista di Di Gioia ‘Lavoro e Libertà’: 1510 preferenze.

Una questione di programma
Pare sicuro, invece, l’incontro tra Emiliano e Leo Di Gioia, come confermato dal consigliere Sergio Clemente che l’ha definito “un patto fra gentiluomini”. Anche Miranda conferma di essersi sentito col segretario regionale del Pd ma “per parlare d’altro”. A fermare una serie di indiscrezioni uscite sugli organi di stampa circa un accordo fra Di Gioia e Marasco sui posti da assessore eventualmente in giunta, è intervenuto immediatamente l’assessore barese ribadendo subito “i quattro punti irrinunciabili” del programma: l’immediata ripresa dell’attività di redazione del Pug, con indicazione di un preciso cronoprogramma per la sua adozione, una profonda riorganizzazione della tecnostruttura comunale con rotazione dei dirigenti, la stazione unica appaltante per la gestione degli appalti comunali, la stipula con Amiu Puglia di un contratto di servizio che garantisca la concreta possibilità di alleggerire il carico fiscale dei cittadini foggiani in presenza di progressi nella raccolta differenziata. Quali di essi siano compatibili con Marasco è difficile dirlo, ma ci sono alcuni progetti già avviati in Regione in ambito urbanistico, la questione Amiu sembra già abbondantemente chiusa con i dirigenti Dicesare, Cavaliere e Masciello nel management barese. Circa la rotazione dei dirigenti e la “profonda riorganizzazione” del sistema, non si capisce quanto la comunanza d’intenti fra Marasco- che invece sarebbe molto vicino ai burocrati del palazzo- e Di Gioia -che dal primo momento dell’esposizione del programma è stato netto nell’affrontare il tema- possa sintonizzarsi.

Interviene sulla questione per vie generali anche Claudio Sottile, ex capogruppo dei ‘Moderati e Popolari’ al Comune che ha rinunciato a candidarsi in questa tornata elettorale ed è stato fra i critici dell’amministrazione uscente: “Sono convinto che non ci saranno Marasco o Landella che tengano, se non si opera in modo forte sulla tecnostruttura niente mai cambierà al Comune. I dirigenti sono sempre gli stessi e spesso da sempre negli stessi settori, gli amministratori cambiano, ruotano; i dirigenti tranne qualche breve parentesi, sono sempre lì”.
Accordi di “salvezza cittadina”, ma Landella non ci sta

Dal punto di vista politico è chiaro che nelle liste di Di Gioia ci sono semi sparsi di centrodestra e di centrosinistra, i socialisti, al governo da sempre col governo in carica in questi dieci anni e quelli che fanno capo a Pino Lonigro, consigliere in via Capruzzi con Vendola. Rosario Cusmai ha una storia di centrodestra, prima Pdl, poi Scelta civica, altri ex presidenti di circoscrizione hanno cominciato con Berlusconi. In ogni caso, a sentire le voci, prevale lo spirito di “salvezza cittadina”, il ricompattamento di uno schieramento sulle cose da fare per la città oltre le ideologie. Non la pensa così Franco Landella, che ieri ha incontrato alcuni dei candidati sindaci con cui sarà possibile un accordo: “Io sono coerente con la mia storia politica, io voglio il cambiamento contro la conservazione, queste sono le due scelte”. Una campagna antisinistra che però non ha pagato granché se è vero che solo pochi punti dividono il vincitore Landella da Marasco. Il candidato di Forza Italia, agguerritissimo, risponde. “Lui è portatore di interessi particolari”.
Quali scenari per il consiglio? Lo schema in caso di apparentamento e non
Intanto si ipotizzano gli scenari in caso di vittoria dell’uno o dell’altro con i consiglieri che scatterebbero. Ecco come sarebbe l’assise di Palazzo di città senza apparentamenti.
Se Marasco vince il ballottaggio, il Pd elegge 10 consiglieri (Clemente, Russo, De Pellegrino, Pontone, Arena, Azzarone, Salatto, Dell’Aquila,Cicolella, Ruotolo), l’Udc 3 (Iaccarrino, Di Fonso, De Salvia), il Psi 3 (Cassitti, De Vito, Di Chiara), Il Pane e le Rose 2 (Sciagura, Morsuillo), Centro democratico 1 (Palmieri).
Se Marasco perdesse, la minoranza sarebbe composta da Marasco, 3 Pd (Clemente, Russo e De Pellegrino), 1 Udc ( Iaccarrino), 1 Psi (Cassitti), 1 Pane e le Rose (Sciagura), Di Gioia (con tre delle sue liste, Cusmai, Citro, Buonarota), Miranda e il grillino Rizzi.
Se vince Landella (senza apparentamenti) i suoi 19 consiglieri saranno 8 di Forza Italia, (De Rosa, Verile, Di Pasqua, Ursitti, La Torre, Grilli Rignanese e Pertosa) 5 del Ncd, (Mari, Fusco, De Martino Roberto e Perdonò), 3 di destinazione comune (Morese Splendido e Cataneo), 1 di Fratelli d’Italia (Mainiero), 1 della Puglia prima di tutto (Ventura), 1 della Destra Unita (Longo).
In caso di apparentamento fra Di Gioia e Marasco la maggioranza sarebbe composta da 6 Pd, 2 Udc, 2 Psi, 1 il Pane e le Rose, 1 Centro Democratico, 3 lista Di Gioia, 2 Lavoro e libertà, 1 Foggia civica. Restano fuori due Pd ed entrano Scapato di Lavoro e libertà, Paolo Terenzio della lista Di Gioia e De Santis di Foggia Civica.
In caso Landella si apparentasse con Miranda questo sarebbe il quadro: Forza Italia 7, Ncd 5, Destinazione 3, Fdi 1, Ppdt 1, Miranda 2 ( lui compreso), Marasco (candidato sindaco), Pd 4, Udc 1, Psi 1, il Pane e le Rose 1, Di Gioia, lista Di Gioia 2, Lavoro e Libertà 1, Rizzi . Resterebbero fuori Bruno Longo e Pertosa, che sarebbe il primo dei non eletti in Forza Italia. Ma restano sempre i posti in giunta.