Botta e risposta tra Marino e Miglio dopo il rifiuto di quest’ultimo ad accettare un accordo politico per il prossimo ballottaggio in nome di una “riunificazione del centrosinistra”. Durissimi i toni del consigliere regionale del Pd – e candidato sindaco superato da Bene comune al ballottaggio- che ritira qualunque disponibilità.
La ratifica al non appoggio “di chi, con arroganza e con metodi padronali, vuole imporre scelte e persone che non ci rappresentano” l’ha chiesta agli esponenti di San Severo da Vivere, una delle liste che l’ha sostenuto (quella che ha ottenuto la percentuale più alta dopo la sua 4,2%). “Da questo momento ci sentiamo liberi di valutare ogni proposta istituzionale che sappia dialogare sul piano programmatico per garantire un governo all’altezza delle esigenze della città”.
La considerazione di sintesi sul “no” all’apparentamento detto da Miglio è la seguente: “La ritenevo una coalizione interna al centrosinistra ma è bastato leggere le prime due righe del comunicato di Francesco Miglio, con cui rifiuta ogni contatto, per comprendere che di centrosinistra non vi è traccia.
La proposta da me avanzata non menzionava alcun accordo di potere, ma era frutto della applicazione della legge elettorale che prevede la possibilità del collegamento in caso di ballottaggio e quindi, riconosceva la forza elettorale delle liste da me rappresentate e, allo stesso tempo, chiedeva di riunificare il Pd e tutto il centrosinistra della nostra città”. Insomma per Marino “questa ammissione di lontananza dallo schieramento di centrosinistra, annuncia alla città che il prossimo otto giugno i cittadini saranno chiamati a votare per due opzioni amministrative lontane dalla nostra identità politica”.
Dopo la condivisione di San Severo da vivere, Marino chiederà a tutta la coalizione il non sostegno a Miglio.