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Home » “Pd come casa di mamma, siamo una squadra fortissimi”. Emiliano alla “Checco Zalone” per il matrimonio Di Gioia-Marasco

“Pd come casa di mamma, siamo una squadra fortissimi”. Emiliano alla “Checco Zalone” per il matrimonio Di Gioia-Marasco

Di Paola Lucino
22 Febbraio 2018
in Home, Politica
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“Un tesoretto”, così Leo Di Gioia definisce le sue liste civiche che, assieme a lui, sosterranno Marasco al ballottaggio. Stamattina l’assessore regionale ha messo piede nel comitato del Pd per ufficializzare l’accordo con l’architetto.

L’abbattimento dei campanili e la capacità di far fronte agli imprevisti sono diventati il sottofondo di quello che va ripetendo il segretario regionale del Pd ormai in ogni luogo dove si svolga una campagna elettorale. Il gotha del partito presente in blocco, Elena Gentile, appena eletta in Europa, osservava con curiosità questo strano connubio. Rosario Cusmai, il braccio destro di Leo Di Gioia, da sempre nel centrodestra, forse prima non era mai entrato in un comitato di un altro partito. Luigi Buonarota, il più suffragato di Foggia, della lista Lavoro e libertà – quella del consigliere Pino Lonigro dall’apparentamento precoce, “un eccesso di amore” tra l’architetto e il leader di socialismo dauno, così scherzava Di Gioia – non c’era, e di quella lista s’è visto solo qualcuno.

Una parte della società civile che ha seguito ‘Un’altra storia per Foggia’ ha onorato l’impegno. L’appello di Marasco è di andare tutti a votare, “renzianamente oltre i personalismi” perché è la “partita della vita, della sopravvivenza”. Gli ha fatto eco Emiliano: “La forza del Pd è a disposizione delle liste civiche e di chi ha una storia diversa dalla nostra”.

Ma a tenere banco è soprattutto l’istrionico Emiliano. In vena di metafore e citazioni “checcozaloniane”. “Siamo una squadra fortissimi. Il Pd è come casa di mamma, aperta a tutti. Dobbiamo molto al luogo in cui nasciamo. L’accordo tra Marasco e Di Gioia è segno d’amore per Foggia. Facciamo prevalere il sentimento di responsabilità. Usciamo da logica dell’ideologia a tutti i costi e scegliamo”. E sul ballottaggio aggiunge: “Mettiamo il coltello in mezzo ai denti per quest’ultima settimana”. Mentre si attende l’arrivo del sindaco di Bari, gli occhi puntati su Leo Di Gioia, ago della bilancia di queste amministrative 2014. “Non schierandomi – dice – avrei fatto una scelta sbagliata. La politica è fatta di scelte per il bene comune. Augusto era l’unica scelta. Non sono esponente di centrosinistra, ma considero proposta del centrodestra inadeguata per Foggia. Oggi Marasco può creare col suo apporto culturale un governo stabile, la proposta del centrodestra tradisce il criterio di cambiamento e ci fa tornare indietro di vent’anni. Nel Pd ci saranno giovani che con l’apporto delle liste civiche sapranno essere il cambiamento, poi il sindaco, nel suo ruolo gestionale, saprà interloquire con loro, con il tesoretto di queste liste”.

Il giovane commercialista smentisce ogni voce sui possibili scenari in caso di vittoria. “Questo è un accordo su “Foggia 2019″ (Marasco s’è inventato pure l’hashtag, Ndr). Non è una spartizione di poltrone. Puntiamo al meglio per la città”. Massimo spazio, dunque, al dopo, con “disponibilità e fiducia”, intendendo per “dopo” anche il futuro politico dell’assessore barese: “L’accoppiata tra me e Marasco è una fusione culturale per un posizionamento prospettico sulla base di progetti”. Fuori dal politichese è il volo verso le regionali cui Di Gioia punta dopo aver già ottenuto il seggio in via Capruzzi nel 2010 col Pdl: “Non sono di centrosinistra ma il centrosinistra è molto più avanti, mi auguro che in Regione, se dovesse esserci Emiliano, si voglia allargare il governo in modo inclusivo, anche per i delusi del centrodestra di cui potrei essere il punto di contatto”. Emiliano governatore e lui vice? “Non esageriamo ad affrettare i tempi, sono scenari inimmaginabili”. In ogni caso Di Gioa lascerebbe a Foggia il suo tesoretto di civiche in appoggio a Marasco e lui continuerebbe l’esperienza in Regione con un nuovo aggancio nel capoluogo (perso dopo il passaggio a Scelta civica, poi dissoltasi). Il più concreto è Marasco: “Andate a votare, questo è l’ultimo treno per la città, gli altri rappresentano solo un’affermazione molto generica di cambiamento, senza un programma”.

 

 

Tags: amministrative 2014Augusto MarascoElena GentileFoggiaLeonardo Di GioiaMichele Emilianopartito democratico
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