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Home » TeleVisti n.3

TeleVisti n.3

Di Gennaro Pesante
22 Febbraio 2018
in Rubriche, TeleVisti
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Il dg Rai, Gubitosi

Calcio piglia tutto (l’auditel). Ma alla Rai non basta. Dalle parti di viale Mazzini c’è maretta. E non solo per i 150 milioni di tagli che il governo Renzi vorrebbe imporre al direttore generale Gubitosi. Il cruccio, sorprendentemente, riguarda i dati auditel del calcio. È pur vero che i numeri sono sempre rilevanti: l’amichevole pre-mondiale Irlanda-Italia su RaiUno ha appassionato quasi sette milioni di spettatori (share 30%). Ma nessuno canta vittoria all’ombra del celebre cavallo bronzeo. Le partite, comprese quelle dell’Italia, raramente andranno in onda in orari “potabili” per il pubblico medio italiano, per cui gli uffici temono una flessione nella raccolta pubblicitaria. E così, nonostante la grande popolarità televisiva del calcio e l’occasione del mondiale 2014, la Rai teme di perdere un’occasione determinante per fare cassa. E lo sciopero annunciato, difficilmente migliorerà le cose. Insomma, tempi duri per la tv di Stato, che tra l’altro aspetta che il ministero per lo Sviluppo Economico vari i nuovi multiplex per la seconda fase del digitale terrestre. Che poi, lo sbarco di Rai su nuovi canali da un lato è agognato – sarebbero pur sempre nuove fette di mercato – ma dall’altro spaventa: con quali risorse si potranno produrre contenuti per altri canali se già si fatica a riempire quelli attuali?

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Giovanni Floris

“Report” batte “Piazza Pulita” che batte “Quinta Colonna”. Poi arriva Vespa che batte tutti. È quasi odioso doverlo ammettere, eppure nell’ultima stagione “Porta a Porta” ha messo in fila un record dietro l’altro. Fortunatamente non ha fatto grandi ascolti con le puntate su diete e principesse, mentre ha fatto il pieno con l’attualità, e con la politica in modo particolare. Anche se non va sottovalutato il fatto che nell’ultimo rilevamento si trattava dello “speciale elezioni”. Dunque, essendo in questa occasione un “fuori quota”, ci soffermiamo sui dati dei concorrenti. Ci ha pensato la Gabanelli ad assicurare comunque il successo alla Rai in quella serata con oltre un milione seicentomila spettatori, mettendo in fila Corrado Formigli (un milione e duecentomila) e Paolo Del Debbio (poco sopra i novecentomila). Sono dati curiosi se si va a guardare quello che è accaduto la serata successiva, con “Ballarò” in prima serata, che ha tenuto davanti alla tv circa tre milioni e mezzo di spettatori. Se si fanno un po’ di somme, si osserva che – Vespa a parte la scorsa settimana, perché raramente va in onda in prime time – il pubblico che segue i talk politici è probabilmente sempre lo stesso. Bulimici del dibattito, amanti delle dichiarazioni e spioni della rissa mediatica, sono loro che tengono in vita i Floris della situazione. Numeri sempre più bassi di stagione in stagione, ma pur sempre uno zoccolo duro su cui la tv e la politica conta parecchio per alimentare quel mini circo mediatico che è il giro di “quelli che vanno in tv” con una certa regolarità.

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Mark Harmon

Numeri da brivido. È la tv Usa, bellezza! Ovviamente i paragoni sono impensabili. Il pubblico Usa è decisamente superiore (di numero) a quello italiano. Però i numeri fanno riflettere e servono anche a capire la portata di quelle produzioni. E allora ecco qualche spigolatura sugli ascolti delle ultime settimane delle serie tv più amate negli Usa: Ncis, finale di stagione (Cbs) è stato visto da quasi 17 milioni di persone! “The Big Bang Theory” (Cbs) ha chiuso la stagione con un episodio visto da 16 milioni settecentomila spettatori. “Criminal Minds” (finale di stagione, Cbs) è stato visto da oltre 12 milioni di spettatori. Si è difeso bene anche “Castle” (finale di stagione, Cbs) con 10 milioni e mezzo di spettatori.

Tags: Criminal MindsGiovanni FlorisGubitosimatteo renziMondiali 2014Rai
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