Con un comunicato secco la lista ‘Lavoro e libertà’ fa sapere che non parteciperà al ballottaggio del prossimo 8 giugno. La decisione è stata presa dal direttivo cittadino di ‘Socialismo dauno’ e dai candidati riuniti ieri sera in assemblea. Ancora più netto il consigliere regionale Pino Lonigro dal vivo: “Ci hanno relegato al ruolo di opposizione, tutto il resto…non esiste proprio”. Con riferimento alla possibilità di avere la presidenza del consiglio per Luigi Buonarota, il più votato in città, ventilata da alcuni organi di stampa.

Nella tarda serata di ieri lo stesso Buonarota aveva smentito eventuali accordi nello stesso giorno in cui la commissione elettorale rigettava il documento sull’apparentamento del 2 marzo scorso. Una firma che per Lonigro doveva aver valore come “parola data”, oltre i ricorsi e gli intralci a seguire. La replica dei socialisti torna sul documento spiegando perché l’8 giugno non andranno alle urne: “La scelta risponde al rifiuto di apparentamento del candidato sindaco del centrosinistra Augusto Marasco, che non ha onorato un patto sottoscritto nello scorso mese di marzo ed agli atteggiamenti poco lineari e alle posizioni poco chiare messe in atto dai due candidati, che domenica si contenderanno la poltrona di sindaco della città di Foggia”.
Si parla indistintamente di “due candidati” ma è con Di Gioia che i socialisti hanno svolto la campagna elettorale e con Marasco tentato l’apparentamento, “in modo lungimirante”, avevano detto. Segue il ringraziamento e il bilancio: “La lista Lavoro e Libertà ringrazia i suoi elettori, che con il loro apporto hanno garantito lo straordinario risultato alle votazioni del 25 maggio, ottenendo il 6,10% di consensi, settimo partito sui venticinque in competizione e secondo delle forze politiche del centrosinistra, dopo il Pd”.