“Auspico che la città e la sua comunità possano essere dotati, nel più breve tempo possibile, di una struttura di Cardiochirurgia. Mi pare che i tempi siano maturi perché anche l’Azienda ospedaliero universitaria Ospedali Riuniti di Foggia, ovvero il secondo Policlinico della Puglia, possa avvalersi di un’unità in grado di occuparsi di pazienti che sono ancora costretti ai cosiddetti viaggi della speranza. L’Università di Foggia farà fino in fondo la sua parte, ma occorre una presa d’atto da parte della comunità e, naturalmente, delle istituzioni”. Non ha dubbi il rettore dell’Università di Foggia, Maurizio Ricci, dopo aver raccolto le istanze di molti cittadini e pazienti che, soprattutto negli ultimi mesi, hanno fatto sentire la loro voce sul delicato argomento. Dell’istituzione di una struttura di Cardiochirurgia presso il Policlinico Riuniti di Foggia si parla da anni, per una serie di ragioni – sempre a metà tra ristrettezze economiche e vincoli burocratici – quelle che pure sembravano ottime premesse non hanno avuto finora la possibilità di concretizzarsi. Ma adesso, in ragione della disponibilità mai fatta mancare da parte dell’Azienda ospedaliero universitaria Ospedali Riuniti di Foggia e della Regione Puglia, l’Università di Foggia intende promuovere tutte le iniziative necessarie per accelerare il procedimento che dovrebbe portare all’acquisizione di questa ulteriore eccellenza del territorio. “Dopo l’attivazione della struttura complessa di Radioterapia sarebbe un’altra autentica conquista per la città – ha dichiarato Ricci –. Auspichiamo che anche questo sogno diventi presto una concreta realtà. In tal senso le competenti strutture universitarie (dipartimento di Medicina, consiglio di amministrazione e senato accademico) hanno concordemente deliberato all’unanimità. Noi faremo di tutto per arrivarci nel più breve tempo possibile, ma serve l’impegno da parte di tutti: tutti devono spingere nella stessa direzione, poiché abbiamo dimostrato, con il ritorno di Ingegneria a Foggia, che la condivisione degli intenti può portare lontano. La Struttura di Cardiochirurgia è alla nostra portata, se lavoriamo di concerto per poter superare gli ultimi ostacoli credo che il traguardo possa essere prossimo. Diventa perciò fondamentale l’interlocuzione con la Regione e con l’assessorato alla Sanità, autorevolmente retto dalla neo europarlamentare, Elena Gentile”.
Da tempo la questione è stata sollevata e sottoposta agli organi competenti dal già Direttore (oggi commissario straordinario) dell’Azienda di via Pinto, Tommaso Moretti, che ha instradato le pratiche relative all’impianto della nuova unità e soprattutto ai relativi costi (spazi adeguati, strutture tecnologiche e personale). A questa istanza, di natura programmatica, oggi si aggiunge quella determinante dei pazienti, che non possono più permettersi liste d’attesa così lunghe e tempi di intervento così incerti. “Dobbiamo fornire certezze ai pazienti e ai loro congiunti – aggiunge il professor Gianluigi Vendemiale, delegato del rettore alla Sanità – poiché una struttura del genere accoglierebbe, in una città come Foggia, l’istanza di molte persone, costrette oggi ad affrontare viaggi e notevoli disagi di tipo sia logistico, sia economico, nonostante siano affette da patologie molto gravi. È ancora il caso di ricordare la grandezza della Provincia di Foggia che, con circa 640mila abitanti, è la seconda in Italia come estensione territoriale, connotata da una particolare caratterizzazione orografica, per cui risultano difficili persino i collegamenti tra le diverse località della stessa provincia: il che rappresenta un problema aggiuntivo per i pazienti al punto da compromettere il diritto alla salute. Condivido pienamente l’urgenza del Rettore; l’Università di Foggia deve fare la sua parte fino in fondo per accelerare il più possibile tutti i procedimenti che portano all’attivazione della Struttura di Cardiochirurgia. Lo riteniamo, oltre che scientifico, un dovere etico e umano”.

Anche il professor Luca Salvatore De Santo, cardiochirurgo dell’Università di Foggia, esprime la propria soddisfazione per l’azione congiunta intrapresa dall’Azienda ospedaliero universitaria Ospedali Riuniti e dall’Università di Foggia. “L’attivazione di questo polo specialistico è da molti anni nel protocollo dell’intesa Università – Regione e per ragioni economico-burocratiche è stata sempre posposta, nonostante essa risponda alle esigenze dei tanti pazienti di una provincia molto estesa. Non si tratta di una questione di campanile – evidenzia De Santo – ma di dare risposta a una richiesta specifica di assistenza. La nostra Università ha sempre sostenuto il suo legame col territorio facendone una priorità, una priorità che parte dalle esigenze dei malati alle quali le istituzioni non possono ulteriormente negare risposte concrete”. Nei prossimi giorni Ricci darà il via a una serie di incontri istituzionali per dare corpo a questa istanza, affinché l’appello dell’Università di Foggia diventi – se necessario – un vero e proprio movimento di opinione. “La Facoltà di Medicina dell’Università di Foggia ha da diversi anni, nel suo organico, un professore associato di cardiochirurgia (il professor De Santo) che finora non ha potuto svolgere la sua funzione assistenziale nel territorio dauno per l’assenza di un reparto dedicato alla chirurgia del cuore e dei grossi vasi – argomenta infineMatteo Di Biase, preside Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Foggia –. La realtà quotidiana si caratterizza, pur essendo presente nell’Ospedale di riferimento della Facoltà, gli Ospedali Riuniti di Foggia, un rilevante reparto di Cardiologia, per la necessità di dirottare i pazienti, che in Cardiologia sono stati ritenuti idonei per un intervento cardiochirurgico, verso altre strutture del territorio pugliese o fuori regione. In particolare, vi è una sproporzione nella distribuzione dei centri Cardiochirurgici in Puglia che vede il territorio dauno e quello della adiacente provincia Bat completamente sprovvisti di Cardiochirurgia mentre le altre province pugliesi ne sono largamente dotate (4 Centri a Bari, 2 a Lecce e Brindisi, 1 a Taranto). È giunto il momento di dar seguito attuativo al Protocollo di Intesa stipulato tra la Regione Puglia e l’Università di Foggia, che prevede un Reparto di Cardiochirurgia negli Ospedali Riuniti. Ogni ulteriore ritardo complica l’assistenza e le cure dei cardiopatici che necessitano di intervento cardiochirurgico, costringendo a trasferimenti a molti km di distanza con disagi a carico dei pazienti e dei loro familiari ed anche a carico del Sistema Sanitario Regionale con una costosa mobilità passiva”.