Sarà un luogo in cui svolgere le attività della Fondazione, ma anche, e soprattutto, un luogo di aggregazione sociale e di produzione culturale e artistica, di “rinascita del centro storico, dell’intera città di Foggia e della Capitanata”.
È con questo spirito che la Fondazione Apulia felix, nelle parole del presidente Giuliano Volpe, ha restituito alla città di Foggia l’Auditorium Santa Chiara. Questa mattina, alla presenza del sottosegretario di Stato al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ilaria Borletti Buitoni, e del vice presidente della Regione Puglia, Angela Barbanente, ha aperto ufficialmente le porte alla cittadinanza l’ex chiesa di Santa Chiara, ristrutturata dal Comune nel 2009 e sottoutilizzata per problemi legati alla gestione e all’acustica. In pochi mesi, con fondi propri (con una spesa complessiva pari a circa 150mila euro), i soci della Fondazione Apulia felix, hanno realizzato i lavori di adeguamento della struttura, che ha riguardato non solo l’installazione di strumentazioni audio e video di qualità e l’ampliamento del palco, ma anche gli arredi e interventi di adeguamento degli impianti elettrici, idrici e di climatizzazione, compreso il rivestimento di pareti e pavimenti con materiali fonoassorbenti. Tutti interventi necessari a farne un polo culturale destinato ad ambiziosi progetti. Appena accennati nella giornata di festeggiamenti con il lutto nel cuore per le vittime del crollo di via De Amicis.
“Questo auditorium ambisce a diventare uno dei luoghi più attivi e vivaci, non solo per la cultura e le arti ma anche e soprattutto per il confronto delle idee e la produzione di progetti”, premette l’ex rettore dell’Unifg, sottolineando come lo stesso logo di “Apulia felix” racchiuda in sé questa vocazione. Una freccia del nord, tratta da una delle carte della Dogana delle pecore, “che abbiamo deciso di orientare a sudest –spiega Volpe- che è la direzione che costituisce un riferimento per la Fondazione”. “Vogliamo contribuire a far crescere la parte sudorientale della Puglia. Si cercherà di favorire la nascita di piccole imprese giovanili e creare occasioni di lavoro e di valorizzazione delle capacità e impegno dei giovani”.
Una finalità che cozza con lo stereotipo ideologico relativo al rapporto tra pubblico e privato. “In questo caso -osserva- è il privato che sostiene il pubblico e opera per il bene comune. La fondazione Apulia felix rappresenta un caso di mecenatismo sviluppatosi ben prima del decreto del governo che prevede significativi crediti di imposta per sostenere il mecenatismo. Mi auguro che sempre di più ci siano imprenditori, professionisti, cittadini semplici, che facciano questa scelta, che sostengano la nostra Fondazione o altre forme di generosità verso la comunità”.
Nasceva due anni fa per iniziativa di un gruppo di imprenditori capitanati da Fedele e Franco Sannella la Fondazione di promozione culturale sostenuta da Giacomo Mescia, Armandino Russo, Gerardo Ramundo e Marcello Salvatori. Dal quartier generale appena inaugurato per voce del vicepresidente i soci di Apulia Felix hanno rivolto ai colleghi imprenditori e quanti vogliano rendersi attivi protagonisti della scommessa l’invito ad aderire alla Fondazione. “Cacciate i soldi”, tradotto dal dialetto, l’appello di Fedele Sannella. “Aiutateci a sostenere questo sogno. Non siamo condannati ad essere ultimi. La riapertura di Santa Chiara e l’aver messo a disposizione di questa città questa preziosa testimonianza del Settecento foggiano –è intervenuto a nome degli altri soci imprenditori- è la prova provata che il Sud può ripartire da una nuova santa alleanza tra impresa, cultura e opinione pubblica consapevole”. Un’alleanza tra mondo della ricerca e mondo dell’imprenditoria ed economia “non così semplice a realizzarsi”. Lo ha sottolineato spendendo parole di apprezzamento per la riuscita esperienza di “Apulia felix”. “In questi anni ci siamo conosciuti, abbiamo condiviso le nostre esperienze e fatto rete –racconta l’imprenditore-, superando diffidenze e individualismi. Abbiamo creduto e investito su un’idea nuova di città e crediamo che la cultura sia alla base del patto sociale e sia collante di identità. Checché ne dica l’ex ministro Tremonti, siamo sempre più convinti che con la cultura si produce e spalma ricchezza. Crediamo nella responsabilità sociale d’impresa e che la vera rivoluzione sia ripartire dai territori, dalle periferie del Paese”.
Per farlo la coraggiosa libera iniziativa degli attori economici non basta, ma serve anche rifondare le associazioni sindacali di riferimento. “Caro presidente -rivolgendosi a Pino Di Carlo tra le prime file della platea- Confindustria va cambiata. Rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo insieme, confidando in forme meno ingessate e cercando di ristabilire la fiducia con istituzioni e politica”.
L’impegno, invece, richiesto alla politica, ai candidati sindaco Franco Landella e Augusto Marasco presenti alla cerimonia inaugurale, è a pedonalizzare via Arpi, affinché “diventi realmente la strada della cultura e delle arti, e per non vedere vanificate le potenzialità delle istituzioni culturali dislocate sul trafficato asse viario del cuore antico della città. Un appello rilanciato ai suoi successori anche dal sindaco uscente Gianni Mongelli, che ha ricordato le opportunità insite nel progetto di mobilità sostenibile Musa.
Alla giornata inaugurale, seguirà “Cultura Felix- le arti in festa”, per la direzione artistica di Mauro Palma. Una settimana ricca di iniziative culturali (rappresentazioni teatrali, concerti, proiezioni cinematografiche, incontri e reading letterari) che la Fondazione donerà ai cittadini.




