È ancora fresca di congratulazioni e strette di mano per strada la vittoria del centrodestra a Foggia. Deve sbollire ancora l’entusiasmo sulle ali dei caroselli e dello spumante stappato sul palco: tuttavia qualche indiscrezione sulla composizione della nuova giunta trapela. Il consiglio è molto “magmatico”, con qualche nome storico e alcuni nuovi ingressi.
Possibile che il presidente del consiglio, Luigi Miranda, sia in qualche modo indirizzato nella sua azione da un “coordinatore di maggioranza”, guida dei giovani e preposto alla mediazione politica e che rinuncerebbe, eventualmente, a una carica in giunta per svolgere questa mission “metapolitica” in veste di consigliere. Un compito creato ad hoc, insomma, e non in scaletta. Circola il nome di Francesco D’Emilio, (Ncd), per la carica di vicesindaco, mentre due deleghe assessorili dovrebbero essere assegnate ai primi due eletti di quella lista, cioè Ilaria Mari– una delle donne in giunta, per il resto della rappresentanza di genere si sta discutendo- e Luigi Fusco.

Altri due posti in giunta da assegnare a Forza Italia. I due papabili sono Raimondo Ursitti e Gianni De Rosa, tra i decani dell’assise, non quanto Mimmo Verile, certamente. Per quale delega esattamente ancora non si sa. Giuseppe Mainiero, il primo degli eletti in Fratelli d’Italia, dovrebbe avere un assessorato. Per Lucia Lambresa è previsto un posto nel cda di Amiu. Sembra che anche l’ex sindaco Paolo Agostinacchio potrebbe risedersi in veste di assessore a Palazzo di città con delega ai servizi sociali cui, nel caso, rinuncerebbe Bruno Longo. Il delfino di Agostinacchio – com’è stato ribattezzato in questa campagna elettorale sancendo il passaggio dalla Destra storica dell’onorevole a ‘Destre Unite’- pare non voglia saperne di deleghe “tecniche”, pur avendo ricoperto già in passato (giunta Agostinacchio, appunto) la carica di assessore ai Lavori pubblici. Tra i nomi degli esperti esterni, Sergio Cangelli al contenzioso, un ex colonello dei carabinieri per sicurezza e annona. Al Suap e all’urbanistica Corrado Magistro. Per la cultura, l’idea è proporre Michele Placido, nuovo direttore artistico del teatro U. Giordano, oppure il tenore e maestro foggiano Antonio De Palma.
Augusto Marasco, nel frattempo, ha fatto gli auguri al suo avversario e, con garbo, gli ha proposto una visione dei fatti: “Spero condivida l’utilità della verifica sulle schede elettorali verbalizzate come nulle, per togliere ogni ombra sul risultato elettorale”. E ringrazia i suoi elettori. Nei minuti appena successivi al trionfo, Landella ha ribadito un concetto già abbondantemente espresso in campagna elettorale, spogliarsi delle competenze sugli appalti e istituire una “stazione unica” dove ogni fase sia controllabile e tracciabile contro ogni illegalità.
Le proposte in tal senso si diversificano, e altre voci della sua coalizione premono perché il sindaco si assuma in prima persona la responsabilità degli appalti, con la delega ai lavori pubblici e urbanistica, “coadiuvato da un magistrato che sovrintenda a tutte le gare, dalla più piccola alla più grande”. Premesso che il vecchio quadro degli assessorati potrebbe essere ridisegnato, con accorpamenti e nuove deleghe, su un numero di componenti assessorili intorno ai dieci, c’è anche chi frena sui nomi perché “la vittoria è stata dettata dal fatto che non c’era nessun accordo, per motivare tutti”.