Il consiglio regionale di Puglia ribadisce il no al petrolio in mare. Quest’oggi l’Assemblea pugliese ha infatti approvato un altro ordine del giorno, proposto dal presidente Onofrio Introna e firmato dai componenti dell’Ufficio di Presidenza, con il quale si chiede con urgenza al Governo nazionale, al presidente del Consiglio Matteo Renzi e in particolare al Ministro per lo Sviluppo Economico di “sospendere qualsiasi decisione sulle ricerche petrolifere nei mari italiani, in assenza di una visione globale della politica energetica ed anche in vista della moratoria dello sfruttamento di giacimenti sottomarini nel Mediterraneo europeo, che tornerà tra le priorità all’esame del nuovo Parlamento Europeo”.
Di recente la Global Petroleum Limited avrebbe inoltrato al Ministero dell’Ambiente quattro ulteriori richieste di Valutazione di Impatto Ambientale per permessi di ricerca di idrocarburi, in un’area marina adriatica complessiva che si estende per quasi 3mila chilometri quadrati (750 ciascuna), nel tratto di costa che interessa i Comuni di Giovinazzo, Bari, Mola di Bari, Polignano a Mare, Monopoli, Fasano, Ostuni, Brindisi, San Pietro Vernotico e Torchiarolo. La Regione sembra trincerarsi dietro ad un secco rifiuto rispetto a qualsiasi ipotesi di sfruttamento petrolifero della costa pugliese. Si tratterebbe di “inderogabile contrarietà a qualsiasi sfruttamento delle acque adriatiche, ioniche e del Mediterraneo europeo a scopo di ricerca, trivellazione e coltivazione di giacimenti di petrolio e gas sottomarini”. Il Consiglio di Puglia chiede al Governo Renzi l’urgenza “di scelte di politica energetica del Paese chiare e condivise, stante la mancanza di un piano energetico nazionale”.