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Home » Falesie, il Parco del Gargano ci mette la grana. A lavoro i geologi che affiancheranno i sindaci

Falesie, il Parco del Gargano ci mette la grana. A lavoro i geologi che affiancheranno i sindaci

Di Roberta Fiorenti
22 Febbraio 2018
in Ambiente&Turismo
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“L’unico modo per incidere sull’ordinanza è predisporre studi tecnici per i tratti di costa che sono considerati pericolosi da parte di geologi che affianchino le amministrazioni”. È quanto riferisce a l’Immediato il presidente Stefano Pecorella, che presso la sede del Parco nazionale del Gargano ha ospitato ieri una nuova riunione tra i sindaci dei comuni interessati dall’ordinanza della Capitaneria di Porto di Manfredonia (Mattinata, Monte Sant’Angelo, Vieste, Peschici, Vico del Gargano). Saranno nominati tre geologi per supportare la task-force attivata per il rischio crollo delle falesie e sostenere dal punto di vista tecnico-scientifico i Comuni. A finanziare gli studi ci penserà il Parco, che, già in occasione del primo incontro in Prefettura, il 3 giungo scorso, tra autorità marittime, funzionari regionali, sindaci garganici e associazioni di categoria ha assicurato la propria disponibilità a contribuire anche alla predisposizione della cartellonistica necessaria per segnalare i tratti di costa interdetti.

L’impegno dell’Ente Parco

stefano-pecorella“La classificazione sommaria individua come pericolosi 25 chilometri di costa, e anche le grotte sono state classificate altamente pericolose, ma no tutti i tratti sono nella stessa condizione. L’Ente Parco, non avendo competenza specifica e diretta sul dissesto idrogeologico, che è di competenza dei comuni e delle regioni -spiega il presidente-, comprendendo la situazione di difficoltà dei comuni, ha messo in gioco risorse proprie per contribuire a sostenere le procedure di urgenza che devono essere attuate. Siamo in presenza di un’ordinanza che va rispettata, ed è stata emanata sulla scorta della pericolosità stabilita dal Pai. O diamo la possibilità ai sindaci di emettere degli atti legittimi, supportati da studi tecnici che verifichino che non ci sia rischio imminente di crollo, oppure diversamente la norma in vigore è quella. Poi c’è anche chi pensa di risolvere il problema o con i comunicati stampa, o con le modifiche normative al Pai, o convocazioni di commissioni regionali”.

La difesa delle coste e l’accusa alla Regione dei consiglieri garganici e salentini

gattaProprio ieri è giunta la nota stampa a firma del consigliere regionale di Forza Italia Giandiego Gatta, in cui il vicepresidente della Commissione Turismo riferisce della positiva risposta alla sua richiesta di un’audizione congiunta urgente sulla emergenza falesie. “Si terrà il 19 giugno presso la Regione, con tutte le parti interessate nelle Commissioni competenti”, fa sapere. “Sul fenomeno delle falesie siamo in prima linea -si legge nella nota- e il nostro impegno è concreto e costante: ce la metteremo tutta per tutelare le bellezze naturalistiche e paesaggistiche del territorio e per contrastare l’erosione costiera che mette a rischio la stagione turistica garganica e pugliese”. Anche dal Salento, i consiglieri regionali del territorio Luigi Mazzei e Arnaldo Sala, intervengono in difesa della stagione turistica (i divieti di balneazione che si estendono per 50 chilometri di costa) e puntano il dito contro la Regione Puglia. “Abbiamo più di un motivo per essere preoccupati per le responsabilità della Regione Puglia che non ha segnalato al Ministro per l’Ambiente, per tempo e tra i prioritari, gli interventi urgenti ed improcrastinabili relativi alle falesie e all’erosione costiera, oggi oggetto di ordinanze interdittive. Infatti -proseguono i due consiglieri- il Ministro all’Ambiente, rispondendo ad un’interrogazione dei parlamentari Matarrese e Cesareo, ha evidenziato che nel 2010 furono programmati e finanziati 84 progetti per un totale di 194milioni di euro. Nonostante le disponibilità economiche messe in campo dallo Stato, per prevenire il rischio idrogeologico, a distanza di ben 4 anni siamo costretti a prendere atto delle ordinanze emesse dalla Capitaneria di Porto che di fatto bloccano lo sviluppo turistico pugliese”.

Ma Paolo Campo che fa?

CampoCon delibera Cipe, nel 2011, vennero stanziati fondi a favore del dissesto idrogeologico per interventi già definiti, che per quanto riguarda la provincia di Foggia insistono principalmente nelle aree interne, e includono anche un progetto di consolidamento delle falesie delle Isole Tremiti, arenatosi, come lo stesso sindaco Antonio Fentini nei giorni scorsi ha riferito a l’Immediato, per via dei vincoli della Sovrintendenza. Lo scorso marzo venne nominato commissario straordinario delegato per il sollecito espletamento delle procedure relative alla realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico da effettuare nel territorio della Regione Puglia, l’ex sindaco di Manfredonia Paolo Campo, che ha la titolarità del conto di contabilità speciale accesa presso la Tesoreria Provinciale di Bari. “Alle Tremiti siamo in ritardo nell’attuazione di un intervento già finanziato all’epoca, perché la progettazione del Comune ha incontrato un ostacolo della Sovrintendenza. Abbiamo suggerito un’ipotesi alternativa adeguata ai rilievi”, spiega l’ex segretario del Pd provinciale, precisando che nulla ha a che fare con le questioni attuali. “Il mio ruolo è ben individuato, ma forse equivocato spesso. Ho la delega del Governo in attuazione a una serie di interventi già definiti dal Cipe nel 2011, circa 90 in tutta la Puglia, per i quali sono stati stanziati all’incirca 150milioni di euro. Sono quelli gli interventi che ho il dovere di attuare attraverso gli appalti, la progettazione e realizzazione, ma non ho una competenza sui fenomeni di dissesto idrogeologico”. In quell’accordo di programma 2009-2010 la maggior parte degli interventi che riguardano la Provincia di Foggia (una cinquantina in tutto) sono ubicati, prevalentemente, nelle aree interne dei Monti Dauni e “nessuno di questi riguarda interventi sulle falesie”.

Tags: crollo falesieMattinatamonte sant'angeloParco del GarganoPeschiciStefano Pecorellavico del garganoVieste
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