Non si sposta di un millimetro Mariano Rauseo dalla durissima posizione espressa in direzione provinciale l’altro giorno, su chi ha “barato alle primarie” e fatto un accordo con Lonigro, poi non rispettato. Per questo, nella direzione cittadina da lui presieduta, il segretario chiede le dimissioni di Raffaele Piemontese, ratificate dagli altri 14 componenti. Un gesto simbolico? “Questo non lo so, ma se uno subisce un sopruso ha il diritto di reclamare, o no? Noi teniamo alta l’attenzione della città sull’errore commesso da Piemontese. Lui auspicava un dialogo con tutti, io dico che in politica si può vincere e si può perdere, ma bisogna mantenere la credibilità, non fare accorducci sottobanco. Il segretario provinciale deve essere garante di questo, non si possono fare queste cose, a votare non sono andati quelli del centrosinistra perché schifati quando sono venuti a conoscenza dell’accordo”.
Rauseo, dunque, prende le distanze dalla sconfitta e ribadisce di non esserne responsabile poiché Piemontese ha “invaso il suo campo”, un campo in cui al primo turno “siamo risultati il primo partito e in cui abbiamo perso solo lo 0,65% rispetto al 2009. Questa cultura dell’imbroglio è qualcosa di devastante, allora il cambiamento che cos’è, solo un fatto anagrafico, lui è giovane e fa queste cose?”.
In ogni caso la maggioranza si è espressa in direzione provinciale, e vince sulla base di quella congressuale, 51% di Cuperlo contro 49% di Renzi-Civati, oscillazioni di correnti appena percettibili ma che hanno lasciato Piemontese al suo posto. Il congresso, nei fatti, continua. Tra l’altro molti dei giovani renziani hanno sostanzialmente o appoggiato il segretario provinciale, o accampato generici appelli all’unita lasciando le cose come stanno. Si sono distinti il foggiano Francesco Pastore e alcuni dirigenti e militanti della provincia.
Va anche sottolineato che la direzione cittadina di Mariano Rauseo è stata convocata per il 13 giugno e, a tempo di record, il giorno prima, è stata convocata quella provinciale che ha fatto quadrato intorno a Piemontese, con il voto della maggioranza. Insomma giocare sul velluto prima delle spine dei 15 foggiani guidati d Rauseo.
Elezioni del 25 maggio e poi il ballottaggio, due storie diverse per il Pd, una cesura vera e propria che Rauseo descrive così: “Purtroppo, nella decisiva fase del ballottaggio, ha pesato molto negativamente la gestione del segretario provinciale che si è reso responsabile di discutibili manovre che hanno creato le condizioni per la sconfitta del centrosinistra e la conseguente sua irrilevanza nel consiglio comunale di Foggia”.
I toni sono sempre più allarmati e stigmatizzano, senza mezzi termini, l’accaduto: “Il “pasticciaccio brutto” stipulato, alla presenza di Piemontese e all’insaputa della segreteria cittadina, con la componente del consigliere regionale socialista, Pino Lonigro, alla vigilia delle primarie, al fine di favorire, nelle primarie stesse, la vittoria di uno dei candidati concorrenti a danno degli altri, sulla base di una promessa di apparentamento in sede di ballottaggio, è stato un atto deplorevole, scorretto e di una gravità inaudita”.
Se il Pd avesse vinto, il patto, stretto e sconfessato, sarebbe passato in secondo piano e probabilmente si sarebbe concluso con un semplice “potevate dirmelo” da parte della segreteria cittadina nell’euforia della vittoria. Ma le cose sono andate diversamente e ora Rauseo puntualizza ogni passaggio, rivendica i suoi meriti e analizza il Marasco “delegittimato” :“La successiva sconfessione di quell’intesa segreta, venuta alla luce, alla vigilia del ballottaggio, a seguito dell’indignata reazione di Lonigro, che ha accusato il candidato sindaco del centrosinistra di inaffidabilità per aver tradito il patto formalmente sottoscritto, ha aggiunto, al danno di immagine, la beffa della mancata vittoria elettorale, delegittimando la credibilità di Augusto Marasco e del Pd agli occhi di molti cittadini che, al momento del voto, sono stati indotti ad astenersi o a preferire l’opzione offerta dal competitore del centrodestra, Franco Landella”.
Per aprire una franca discussione, segue la richiesta di dimissioni di Raffaele Piemontese per un “nuovo inizio che faccia uscire il Pd dalle difficoltà in cui si trova e dalla condizione di marginalità a cui è stato relegato dalla sua conduzione politica di Piemontese che si è dimostrata opaca, inadeguata, arrogante, divisa e del tutto priva di linearità e trasparenza”.
“potrebbe decidere di arrivare in Capitanata, dove si fa una fatica enorme a completare il management”
senzadubbiamente, visto che alla ASL di Foggia si affidano servizi pubblici a società esterne senza delibera …
Poi mi spiegano in base a quale atto amministrativo si sono pagate fatture senza che la relativa spesa non sia stata prevista nel bilancio
Ovvero hanno previsto la spesa in assenza di una delibera?
Evvabbé, chi li capisce è bravo.
Condivido la scelta di un Carabiniere:
ne servirebbero molti in quel disastro