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Home » Emergenza rifiuti, i Comuni non pagano la Sia. “Ritardi nei pagamenti degli stipendi e disservizi”

Emergenza rifiuti, i Comuni non pagano la Sia. “Ritardi nei pagamenti degli stipendi e disservizi”

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Ambiente&Turismo
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“Che succede alla Sia?”. È la domanda che rivolge agli amministratori del Consorzio per la gestione unitaria dei rifiuti nel bacino Foggia/4 il coordinatore del settore Igiene Ambientale della Fp Cgil di Capitanata, Michele Corsino, preoccupato per le sorti dell’azienda concessionaria del servizio di raccolta e smaltimento nel Basso Tavoliere. “Si vivono momenti di difficoltà a causa dei mancati conferimenti di denaro da parte dei Comuni soci aderenti”, che sono Cerignoila, Carapelle, Margherita di Savoia, Orta Nova, Ordona, San Ferdinando di Puglia, Stornara, Stornarella, Trinitapoli. “Proprio il Comune più grande, Cerignola, ha accumulato una grossa debitoria con il Consorzio. “Non vorremmo che la Sia si avvii silenziosamente sulla strada intrapresa da Amica di Foggia, e sappiamo dove ha condotto”, sottolinea Corsino.

“Le conseguenze – spiega il sindacalista della Fp Cgil – sono ritardi nei pagamenti degli stipendi, una ridotta operatività a causa della scarsa manutenzione dei mezzi, della loro vetustà. Ovviamente l’organizzazione del servizio ne risente e ricade sulla qualità a discapito dei cittadini. Ma vorremmo chiarire che nessun addebito per questo può essere mosso ai lavoratori, impegnati sempre con grande abnegazione a difesa della propria azienda e della propria occupazione”. In conclusione, il coordinatore del settore Igiene Ambientale della Funzione Pubblica chiede “a tutti gli amministratori e sindaci dei comuni aderenti di bacino quali siano le strategie per il futuro del Consorzio, per dare certezze ai lavoratori, ai cittadini, per un servizio delicato e importante come quello della gestione del ciclo dei rifiuti”.

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