I genitori fanno le pulci alla tv. Come ogni anno il Moige (Movimento Italiano Genitori) ha presentato – questa volta alla Camera dei deputati – “Un anno di zapping”, guida critica ai programmi televisivi, stagione televisiva 2013/2014. Oltre duecento pagine tra spigolature, curiosità e qualche errore per passare ai raggi x la televisione italiana. Ovviamente, trattandosi di una associazione di area cattolica – anche se si auto dichiara “aconfessionale” – è necessario tenere presente che molti giudizi sui vari contenuti televisivi possono risentire di questa matrice. Ovviamente non abbiamo passato in rassegna tutto ma abbiamo selezionato qualche particolarità e le abbiamo classificate esattamente come nella pubblicazione, scovando pure qualche sorpresa. Vediamo.
FICTION.
È abbastanza sorprendente trovare un giudizio positivo per la serie Body of Proof 3 (Rai2, con Dana Delany). La serie ruota intorno al personaggio di Megan, neurochirurgo che risolve i casi di omicidio facendo il medico legale. La vicenda personale è cupa, lei non ha mai accettato il suicidio del padre (anche perché poi si scopre che è stato ucciso), praticamente accudisce il suo stesso psicanalista che soffre per l’omicidio della moglie (e lui a sua volta uccide i pazienti che hanno subìto un lutto tipo il suo per “liberarli”. Non si contano poi le scene di morti ammazzati e cadaveri stesi in sala autopsie, che poi sono il pane quotidiano della protagonista. Ai “genitori” insomma piace. Non è piaciuta invece Criminal Minds 8 (Rai2, con Thomas Gibson) perché decisamente morbosa e troppo centrata sui serial killer e le relative violenze. Troppo “sanguinaria” (ma va?!). Giudizio così così pure per Fuoriclasse 2 (Rai1, con Luciana Littizzetto e Neri Marcorè) sostanzialmente perché tratta il tema della famiglia con troppa “leggerezza”. È vero, c’è un via vai tra chi si fidanza con chi, che alla fine si perde il filo, ma non è forse uno spaccato piuttosto reale – ahinoi – della vita di oggi? Stranamente è piaciuto Rex 6 (Rai2, con Francesco Arca) che probabilmente non è piaciuto nemmeno al cane che ha dato vita al suo omologo poliziotto. Forse la più fiacca di tutte le stagioni, però ai “genitori” è piaciuta per come il buono catechizza il cattivo ricordandogli “il male che ha compiuto a danno di persone innocenti”. Errore macroscopico alla voce “The Walking Dead” (serie sugli zombi) cui viene attribuita addirittura una stella di apprezzamento! Non poteva essere: il giudizio positivo si riferiva a Waking the Dead (Giallo, con Trevor Eve) che è la risposta inglese all’americana “Cold Case”. Ora, attenzione perché un giudizio non negativo ma nemmeno positivo è andato a Una mamma imperfetta (Rai2, con Lucia Mascino) perché presenta la famiglia come una sorta di “prigione culturale” per le donne. Forse è un po’ così, ma l’ironia con cui il tutto viene condito andava notata di più. Questa fiction, lanciata online dal Corriere.it, è stato un piccolo caso televisivo.
INTRATTENIMENTO. Qui le note più dolenti. Domenica in – l’arena (Rai1, con Massimo Giletti) si salva per il rotto della cuffia ma la “morbosità” la fa da padrona. Domenica Live e Pomeriggio 5 (Canale5, con Barbara D’Urso), inutile dirlo, classificate come trash. È piaciuto, invece, Masterpiece (Rai3, con Andrea De Carlo) che, per chi sicuramente se lo starà chiedendo, è il talent sugli scrittori. Con poco più di seicento mila spettatori non si può parlare di successo. Certamente la Rai per una volta ha avuto coraggio però, diciamolo, il programma era palloso. Piaciuto anche Tale a Quale Show 3 (Rai1, con Carlo Conti), un talent per la verità scialbo e scontato, con i più triti e ritriti canovacci della tv, tra imitazioni e travestimenti. Contenti loro!
PROGRAMMI PER RAGAZZI. Qui la cosa si fa interessante perché i censori/recensori del Moige discettano su Batman of the Future (Cartoon Network) bocciandolo sostanzialmente perché la sua risposta al male non è “alternativa”, perché usa la stessa violenza del cattivo. E che altro dovrebbe fare?! Quello è Batman! Poco convinti anche su Inazuma eleven (Rai Gulp) squadra di calcio giapponese protagonista di vicende e scontri titanici “artificiosi e disumani”. Ovviamente sono piaciuti, e molto, il Postino Pat (Boing), Geronimo Stilton II (Rai Gulp) e Peppa Pig (Rai Yoyo). Non molto Leone il cane fifone (Boing) che probabilmente piace poco pure ai bambini. Troppo timido e timoroso, gli fanno fare una vita da inferno.
SPOT. Il tipo che si sveglia in piena notte svegliando anche la moglie per affermazioni improbabili tipo “C’è un problema!” e poi corre al supermercato piace al Moige (spot Conad) perché è l’uomo che fa con passione il proprio lavoro. Peccato che risulta demenziale. Mentre è stato bocciato sonoramente lo spot dei Fonzies perché troppo allusivo, c’è “un gioco di doppi sensi che allude chiaramente alla lunghezza dei genitali, come si conviene a una società popolare e maschilista” perché dice “cerca nel sacchetto il chip più lungo, quello di 2 cm: puoi vincere un viaggio!” in tutta onestà, non sappiamo davvero quanti possano aver letto tra le righe tutti questi doppi sensi. Promossi a pieni voti gli spot Wind con Giorgio Panariello che va in palestra ma fa il pigro. Lì tutti a ridere. Senza sapere il perché.