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Home » Zuccherificio di Termoli, Capitanata piegata. Puglia tagliata fuori dalle trattative

Zuccherificio di Termoli, Capitanata piegata. Puglia tagliata fuori dalle trattative

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Economia
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La campagna saccarifera rischia di saltare ma il tema è di sopravvivenza non solo per le maestranze del Zuccherificio del Molise ma anche per i produttori di barbabietole della Puglia che con i suoi 4mila ettari di coltivazione rappresenta il primo e più importante anello della catena di una filiera ormai in crisi profonda. “Su questo tema come Regione Puglia stiamo cercando soluzioni idonee a tamponare l’emergenza ma anche a traghettare verso nuove opportunità – ha spiegato l’assessore alle Risorse agroalimentari, Fabrizio Nardoni -, ma riscontriamo anche l’assenza di risposte repentine da parte del Ministero che sulla vertenza non ha ritenuto convocare la Puglia alla riunione prevista per domani con il presidente e l’assessore all’agricoltura della regione Molise”. Nardoni già in sede di coordinamento Stato-Regioni nel ruolo di coordinatore aveva chiesto interventi urgenti per evitare la totale debacle del comparto.
“Il problema va affrontato con il massimo dell’impegno e dell’attenzione possibile – sottolinea poi Nardoni – considerato che risulta certamente incomprensibile l’assenza della Puglia ad un tavolo di concertazione di una intera filiera, che come per la vertenza suini o del latte (che comprende prevalentemente le Regioni del Nord) è stata considerata utile la presenza della Regione che ha il ruolo di coordinamento sul tema delle politiche agricole. La riunione prevista per domani è una questione nazionale anche se le regioni coinvolte sono tutte a Sud. Non si comprende pertanto questa difformità d’azione. Resto dell’idea che sarebbe certamente d’aiuto l’attenzione e il lavoro di intercessione della Conferenza Stato-Regioni che ho l’onore di rappresentare”. Sulla questione si è espresso anche il consigliere regionale sanseverese, Dino Marino: “L’unico zuccherificio del sud, quello del Molise, decide di non aprire e chi ne paga le spese sono i bieticoltori, per gran parte di Lucera e di San Severo. 5.200 ettari di prodotto che rischia di non essere trasformato, anzi se non intervengono iniziative del governo possono di trasformarsi in rifiuti da smaltire. Tutto ciò avviene dopo il mancato saldo delle spettanze maturate nella precedente campagna 2013. La situazione dei bieticoltori è di una gravità senza precedenti. Per questo chiedo il massimo impegno dell’assessore alle Risorse agroalimentari Fabrio Nardoni: non è possibile che un azienda partecipata anche dalla Regione Puglia metta sul lastrico una parte dei produttori pugliesi. La crisi non deve ricadere esclusivamente sulle spalle dei produttori e dei lavoratori. L’Assessore deve trovare risorse per risolvere l’emergenza presso il Ministero e per far assumere un atteggiamento diverso sia ai vertici dello stabilimento che della Regione Molise”. Ma la speranza di attivare la prossima campagna non si è spenta.
“Il ministro Martina si è impegnato a convocare le istituzioni e le parti sociali per risolvere le difficoltà che oggi impediscono l’avvio dello zuccherificio del Molise”. Lo annunciano i deputati PD Colomba Mongiello, componente della Commissione Agricoltura della Camera, e Michele Bordo, presidente della Commissione Politiche UE di Montecitorio, che ieri hanno presentato, insieme ad altri 30 colleghi, un’interpellanza urgente al ministro Martina per “sollecitare l’intervento finanziario dello Stato necessario a garantire il ritiro del prodotto seminato, ed in attesa di essere raccolto, sulla base degli accordi tra bieticoltori e impianto di trasformazione”.
“La scelta delle Regioni Puglia e Molise di non sostenere finanziariamente l’unico zuccherificio meridionale è un ulteriore passo verso la dismissione di una produzione ormai residuale anche nella Politica Agricola Comunitaria – continuano Mongiello e Bordo – ed il MIPAAF, insieme alle stesse Regioni, è chiamato a farsi carico di questo tema per evitare di inseguire le emergenze che finiscono con lo scaricarsi sulla parte più debole della filiera: i produttori di barbabietole.
L’incontro tra il ministro Martina e le diverse parti in causa dovrebbe svolgersi domani – concludono Mongiello e Bordo – l’auspicio è che si riescano a superare le difficoltà odierne per avviare una seria e sostenibile programmazione finanziaria e agroindustriale”.

Tags: bieticolturadino marinoFabrizio Nardoniregione pugliaZuccherificio TermoliZucchero
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