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Home » Vito Masciaveo era un tombeur de femmes. Motivi passionali dietro la sua scomparsa?

Vito Masciaveo era un tombeur de femmes. Motivi passionali dietro la sua scomparsa?

Di Francesco Pesante
22 Febbraio 2018
in Cronaca, Home
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55 anni, pregiudicato, desaparecido e tombeur de femmes. Emergono nuovi particolari su Vito Masciaveo, il cerignolano scomparso la sera del 23 aprile scorso. Stamattina Loreta Colasuonno, dirigente del Commissariato, ha rivolto un nuovo appello alla stampa affinchè qualcuno dia notizie (anche in forma anonima) sull’uomo. “Se qualcuno ha visto o sa qualcosa, venga a riferircelo”. Occasione dell’appello troppo ghiotta per non ricostruire gli ultimi anni di vita di Masciaveo, inizialmente al centro di una storia di droga e poi vittima di stalking da una sua vecchia fiamma.

La pista sentimentale è molto battuta dagli inquirenti. Pochi giorni prima di sparire, Masciaveo si era assentato per un paio di giorni: “Sono a Milano”, la scusa rifilata all’attuale compagna. Invece l’uomo era con l’amante (una donna di Canosa) a spassarsela in un luogo non meglio precisato. Poi il ritorno a casa, come se nulla fosse successo. La sera della scomparsa, le telecamere della sua campagna lo riprendono mentre parla al cellulare dopo aver dato da mangiare ai cani. Masciaveo chiacchiera per almeno dieci minuti da un secondo telefono in suo possesso. Non da quello ufficiale insomma. Verrà fuori che nessuna delle utenze è a lui intestata.

Quando la telefonata finisce, il 55enne va via. Un’altra telecamera riprende la sua auto mentre transita in una strada tra via San Severo e via Manfredonia. Gli inquirenti pensano possa aver svoltato proprio verso la città del golfo o, al massimo, essere tornato indietro.

Nella sua auto, ritrovata poi in via Ascoli, spuntarono alcune macchie di sangue, frutto, forse, di una colluttazione. Nel suo casolare invece, 492 bombe carta del diametro di circa 20 centimetri e con miccia della lunghezza di circa 10 centimetri.

Ma veniamo alle sue storie amorose. Masciaveo, arrestato con la moglie e altri parenti per spaccio di droga nel 2008, subì persecuzioni proprio a seguito di quell’arresto da una sua ex fiamma, anche lei immischiata nel traffico di stupefacenti. L’uomo infatti, coinvolgeva allegramente mogli e amanti durante le attività di spaccio. Ma quella donna, la sua amante, non accettò mai l’idea di perderlo. Lo dimostra quanto ha fatto per rendergli infernale la vita. 100 sms al giorno a lui e sua moglie. Minacce e bigliettini intimidatori portati direttamente nel suo casolare in campagna sotto forma di pizzini. Puro e semplice stalking insomma, cominciato ben sei anni fa e protrattosi fino al periodo della sua scomparsa. Uno stalking del quale era vittima tutta la sua famiglia, stando a quanto riferiscono gli inquirenti.

Nel frattempo però, l’uomo aveva riempito i suoi vuoti con un’altra donna. Stavolta di Canosa e per la quale si assentava di casa anche per alcuni giorni accampando scuse improbabili.

Secondo gli inquirenti, in tutti questi anni l’uomo avrebbe intrattenuto contatti con varie donne e per questo, la pista passionale resta tra le più calde dietro la sua scomparsa.

Inoltre, nell’ambito delle indagini per la sua scomparsa, sono state trovate macchie di sangue in un luogo di pertinenza della sua stalker. Probabilmente nell’auto anche se la questione resta top secret.

Tags: CerignolaLoreta ColasuonnoVito Masciaveo
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