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“Ci rammarichiamo per questa scarcerazione dei boss – ha detto la Bindi -. Anche perchè arriva proprio nel giorno della visita della Commissione qui a Foggia. È chiaro che ci sarà un’inchiesta del Csm per individuare le responsabilità. Ma è anche vero che ci sono seri problemi di organizzazione nel mondo della giustizia in questo Paese”.
Il risultato delle audizioni dei rappresentanti delle istituzioni è, anch’esso, molto evidente: “È emerso quello che sapevamo. Qui c’è una mafia che ha le sue peculiarità. Mafie che agiscono con un patto di non belligeranza. Una mafia – ha aggiunto – molto violenta e con a disposizione mezzi straordinari. Inoltre può contare su un’omertà purtroppo molto radicata in questo territorio. Oggi siamo venuti qui per capire meglio il problema e per fare la nostra parte. Vogliamo accendere una luce su questa provincia. Di Foggia se ne parla troppo poco, anzi non se ne parla affatto a livello nazionale. Sarà nostra cura farci promotori per colmare le lacune, soprattutto quelle giudiziarie. Ci siamo chiesti se tutta questa situazione di criminalità non abbia rapporti con la politica. A riguardo abbiamo trovato molta sensibilità e consapevolezza su questo tema da parte delle istituzioni locali.
Farò in modo che tutti facciano la propria parte, Governo in primis”, ha aggiunto.
Ma non è tutto. Altra situazione drammatica riguarda il mondo del lavoro. “Il caporalato e la manodopera degli immigrati sono temi scottanti. Dobbiamo capire se in quei centri controllati dal caporalato non ci sia la mano della mafia. Tutto questo non è accettabile, soprattutto per la situazione lavorativa che vive l’Italia in questo momento. Credo serva un focus particolare della DDA di Bari su questa provincia”. La chiusura è sulla riforma dei tribunali: “Motivi per non chiuderli ne troviamo sicuramente ma come sapete non è stato possibile nemmeno in altre regioni critiche come la Calabria. Devo dire però che qui andrebbe rafforzato l’apparato amministrativo del tribunale. Comunque – ha concluso – il fatto che si cominci a parlare di tutto questo forse crea i presupposti per risolvere il problema”.