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Home » L’asse criminale Cerignola-Bari terrorizza le autostrade italiane. La Polizia arresta 5 persone per assalto ai tir

L’asse criminale Cerignola-Bari terrorizza le autostrade italiane. La Polizia arresta 5 persone per assalto ai tir

Di Francesco Pesante
22 Febbraio 2018
in Cronaca
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poliziaTelecamere dall’inferno. Le autostrade A14 e A16 restano scenario ideale per gruppi di assalitori made in Puglia. Ormai è chiaro il connubio tra Basso Tavoliere e Nord barese. In particolare tra cerignolani e la criminalità di Bitonto e Bari. La Polizia di Stato, attraverso personale del Servizio Centrale Operativo, Squadra Mobile di Foggia e di Bari, Sezione Pg del Compartimento della Stradale di Bari e Commissariato di Cerignola, provvederà ad eseguire 8 provvedimenti di fermo. 5 già eseguiti a scapito di Sante Cartagena (classe 1957), Vito Dibisceglia (classe 62), Bruno Vitale (classe 51), Vincenzo Mundo (classe 70) e Nicola Rubini (classe 1988). I primi di Cerignola, Vitale di Lavello (Pz), Mundo di Bitondo e Rubini di Bari. È caccia agli altre 3 tra i quali Michele Cartagena (fratello di Sante) e altri due della provincia di Bari. A capo dell’organizzazione i fratelli Cartagena di Cerignola, protagonisti con i propri soci di assalti paramilitari sulle autostrade A14 e A16.

Scene da film il 18 giugno scorso

Lo show del gruppo criminale va in scena già il 18 giugno scorso ai danni di un tir carico di tabacchi lavorati esteri per un valore di 1,6 milioni di euro. Nei pressi dello svincolo di Cerignola Est, il tir, in viaggio verso Bari per portare il tabacco nei depositi del monopolio per conto della società “Logistica Italia”, venne assalito dai malviventi. In quel momento il tir era scortato da un’autovettura con tre guardie giurate a bordo. Poco male per i criminali che affiancarono il mezzo con una Bmw scura prima di sorpassarlo e costringerlo a fermarsi. L’assalto avvenne grazie a potenti fucili a canne mozze. L’autista del tir, lasciò il tir per lasciar spazio ai malviventi e trasferirsi sulla Bmw. Stesso discorso per le guardie giurate, affiancate da una Mercedes Cls e poi disarmati e trasportati in un casolare di campagna. Ma il colpo fallì a seguito dell’attivazione del dispositivo di blocco della motrice che costrinse la banda a tornare sulla Bmw e lasciare lì il malloppo.

Secondo tentativo il 24 luglio

Sulla A16, sempre in territorio di Cerignola, un altro tir, sempre carico di tabacchi lavorati esteri, sempre della “Logistica”, è stato assalito da banditi che con la Bmw scura avevano costretto l’autista ad accostare. A questo punto, uno dei banditi armato di fiamma ossidrica, ha tagliato il gancio del rimorchio, sganciando la motrice. Dopo pochi istanti è sopraggiunta un’altra motrice per agganciare il rimorchio e allontanarsi. A quel punto i Gps presenti tra il carico hanno fatto scattare l’allarme permettendo alle forze dell’ordine di localizzare il carico rubato in un deposito. Nel capannone sono stati ritrovati due giubbotti antiproiettili, 4 jammer per inibire il segnale Gps e alcune tute blu. Ma le telecamere in autostrada e le testimonianze fornite non hanno dato scampo alla banda. “È stata un’attività tradizionale – ha detto il capo della Mobile, Annichiarico -, portata a termine grazie alla ricostruzione dettagliata degli eventi e alle testimonianze raccolte”. 

Gli jammer

polizia2Impressionanti i mezzi usati. Gli jammer, molto più grossi rispetto a quelli della rapina alla Np Service di Foggia, sono stati posizionati attorno al tir durante l’operazione di “cambio motrice” nella rapina del 24 luglio. Un modo per annullare il segnale Gps e rendere quell’area come una campana di vetro, uno schermo invalicabile per tutti. In uno dei casolari utilizzati dalla banda, la Polizia ha scoperto che l’ingresso era stato modificato appositamente per permettere l’accesso a mezzi pesanti come i tir assaltati. Ma come detto, i criminali non hanno avuto scampo e ora sono in galera mentre continua la caccia agli altre tre destinatari del provvedimento di fermo. Le accuse sono di rapina aggravata in concorso, sequestro di persona e porto abusivo di armi da fuoco.

 

 

Tags: BariBitondoBruno VitaleCerignolaMichele CartagenaNicola RubiniSante CartagenaVincenzo MundoVito Dibisceglia
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