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Home » Sanità privata, ci sono i posti letto ma l’Asl di Foggia non li assegna. De Leonardis: “Danno enorme per servizi e occupazione”

Sanità privata, ci sono i posti letto ma l’Asl di Foggia non li assegna. De Leonardis: “Danno enorme per servizi e occupazione”

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Sanità
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“Uno stallo che penalizza un’intera provincia, di fatto privata di un servizio di assistenza sul territorio di fondamentale importanza; numerosi operatori e imprenditori, cui viene tra l’altro negata la possibilità di creare occupazione, e professionisti la cui esperienza potrebbe essere molto utile, per un miglioramento complessivo della qualità e quantità delle prestazioni erogate”.
E’ la denuncia di Giannicola De Leonardis, consigliere regionale del Nuovo Centrodestra e presidente della VII Commissione Affari Istituzionali, che ha presentato questa mattina un’interrogazione a risposta scritta all’Assessore alle Politiche per la Salute Donato Pentassuglia, al presidente della Giunta regionale Nichi Vendola e del Consiglio regionale Onofrio Introna in merito “all’assordante silenzio della Direzione Generale dell’Asl Foggia seguito all’avviso pubblico (il cui schema è stato approvato con delibera del Direttore Generale n. 211/B del 31 dicembre 2013) per l’aggiornamento della disponibilità di posti letto per Residenze Socio-Sanitarie Assistenziali sul territorio provinciale. Interamente finanziate dal Governo regionale” sottolinea.
“La nuova distribuzione prevedeva 30 posti per il Distretto di San Severo, altrettanti per quelli di Lucera e Cerignola, 6 per quello di San Marco in Lamis, e ha richiamato l’attenzione di alcune società che hanno inviato all’Asl, nei termini espressamente indicati dall’avviso pubblico in questione, la richiesta di contrattualizzazione delle relative strutture, corredata dalla necessaria documentazione”, spiega De Leonardis. “Ma a distanza di cinque mesi, l’Asl non ha provveduto nemmeno alle verifiche preliminari delle documentazioni pervenute, nonostante l’apparente mancanza di fattori ostativi: e il danno non solo per i diretti interessati – che hanno investito somme ingenti nelle strutture e devono comunque provvedere alle spese correnti e gestionali nonostante la mancata operatività – ma per i potenziali fruitori dei servizi e delle prestazioni erogate e per il personale che potrebbe e dovrebbe essere impiegato, è fin troppo evidente” continua. “Cosa deve accadere perché il direttore generale dell’Asl Foggia Attilio Manfrini sblocchi finalmente questa incresciosa situazione – conclude il consigliere foggiano -, o quantomeno spieghi le ragioni di un immobilismo così incomprensibile, nel silenzio (che non può e non deve diventare assenso) dei vertici regionali?”.

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