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Home » Alluvione Gargano, l’affondo di Rizzi: “La collettività non può pagare per ripristinare l’abusivismo”

Alluvione Gargano, l’affondo di Rizzi: “La collettività non può pagare per ripristinare l’abusivismo”

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Ambiente&Turismo
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“Basta con i finanziamenti a pioggia, con le risorse per il Gargano ripristiniamo il territorio, non l’abusivismo”. L’ambientalista e attivista del M5S Vincenzo Rizzi non ha dubbi sull’emergenza alluvioni in Capitanata e, sui social network, entra il polemica con il documento prodotto dal movimento di Beppe Grillo al Senato (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=803453). “Il documento – spiega -, per come è scritto, è molto pericoloso perché rischia di sostenere ancora di più la tendenza in atto a ricevere soldi per ricostruire tale e quale; anche la faccenda dell’accordo di programma e il mancato completamento dei canali Ulse e Kalena sono pericolosi perché non sappiamo che tipo di progetti erano previsti (quasi sicuramente altre manomissioni di canali e versanti). Inoltre – precisa l’ambientalista -, non si discosta da quanto richiesto da tutti i politicanti locali. Nelle premesse non si cita la grave compromissione del territorio con l’aumento delle urbanizzazioni, l’ostruzione dei torrenti, le costruzioni abusive, né si cita il fatto che non si proceda agli abbattimenti degli abusi edilizi. Emblematico è il caso del nuovo Pug (Piano urbanistico generale) di Vico del Gargano, ancora in corso di approvazione, che prevede nuovi insediamenti a ridosso di corsi d’acqua ancora non cementificati”.

La rapida ricognizione dei danni mi sembra giusta ma la richiesta di avviare i lavori entro 60 giorni e “concluderli entro 180 è pura demagogia – continua Rizzi -, visto che solo per fare un progetto serio e fare le gare secondo legge ci vogliono come minimo 180-240 giorni; se poi vogliono dare il via all’approvazione della solita legge che deroga a tutte le norme vigenti…”. Poi entra nel dettaglio: “Questa frase poi:impegna a disporre un piano di bonifica, ripristino e manutenzione dei canali, al fine di ricreare il necessario sfogo per le acque piovane;mi sembra inaccettabile sotto il profilo ambientale e di tutela del paesaggio. Bisognerebbe invece chiedere: la ricognizione delle opere edilizie abusive oggetto di provvedimenti definitivi di abbattimento e di quelle per cui è in corso un procedimento sanzionatorio; la ricognizione della legittimità delle opere costruite a ridosso dei corsi d’acqua anche con riferimento ad eventuali vincoli sovraordinati allo strumento urbanistico comunale (ad esempio può essere che abbiano rilasciato il permesso di costruire senza il nulla osta del parco o dell’autorità di bacino); lo stanziamento di un fondo che consenta di demolire le opere abusive oggetto di provvedimenti definitivi di abbattimento; la ricognizione dello stato del reticolo idrografico e l’attuazione di un programma straordinario di messa in sicurezza dei corsi d’acqua principalmente basato sul recupero delle loro dinamiche naturali e sulla delimitazione di aree di libera esondazione, vedi bacini di espansione, marane. Infine – conclude – sarebbe necessaria la soppressione del consorzio di Bonifica montana con passaggio delle funzioni di gestione idraulica e forestale all’Ente Parco Nazionale del Gargano”.

Tags: AbusivismoBeppe GrilloFoggiagarganoVincenzo Rizzi
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