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Home » Il flop di “Garanzia Giovani”, solo 1 su 7 potrebbe lavorare. Ma non si sa in quali aziende

Il flop di “Garanzia Giovani”, solo 1 su 7 potrebbe lavorare. Ma non si sa in quali aziende

Di Michele Iula
22 Febbraio 2018
in Economia
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ragazzi-.jpg_1379307876Favorire l’occupazione degli under 29. Con queste buone intenzioni è stato lanciato dal governo Letta nel 2013 il programma europeo “Garanzia Giovani”. La Puglia ha spinto molto sul modello, sperando nella rivitalizzazione dei Centri per l’impiego e nell’attivazione di un processo virtuoso per ricongiungere domanda ed offerta di lavoro. A maggior ragione con i dati disastrosi della disoccupazione giovanile nella regione guidata da Nichi Vendola. L’ultimo report del programma (il sesto, aggiornato al 30 settembre), però, offre un quadro che non è poi così confortante. Anzi. Se è vero che su un target di oltre 13mila ragazzi, solo poco più di 1800 sono stati “profilati” (cioè hanno una scheda curriculare, attraverso la quale potrebbero trovare una collocazione nelle aziende del territorio), non si sa dove potrebbero essere assunti: non esiste ancora, infatti, una lista di imprese capaci di assorbirli. In due mesi dall’avvio delle convocazioni, solo il 29 per cento degli iscritti che al programma “Youth Guarantee” ha sostenuto il colloquio. “Un risultato assolutamente in linea con il dato nazionale – spiegano dalla Regione Puglia -: secondo l’ultimo report diffuso dal Ministero del Lavoro, in Italia si sono iscritti a Garanzia Giovani oltre 210mila giovani, di questi sono stati chiamati per il colloquio circa 62mila ragazzi e cioè il 29 per cento. In Puglia si è passati, in una settimana, dal 23% al 29% dei convocati sul totale degli aderenti: ha contribuito in modo determinante la performance dei Centri per l’Impiego della Provincia di Foggia, le cui attività sono oramai a pieno regime, mentre continuano a svolgere una buona e regolare attività i Cpi di Brindisi e Lecce, che hanno convocato il 50% degli iscritti”. La Capitanata, dunque, è stata presa a modello da Bari. “I dati dell’ultimo rapporto sono persino peggiorativi rispetto alla realtà – spiega il dirigente di Palazzo Dogana Geppe Inserra a l’Immediato -, mancano all’appello i numeri del Centro per l’impiego di Lucera, che tra l’altro sono i più confortanti della provincia. Quanto alle aziende – precisa – a breve dovremmo sapere qualcosa, forse già a novembre, visto che è già stato pubblicato il bando Multimisura…”.

Sarà che la situazione di Foggia, rispetto alle altre province, sembra meno disastrosi. In ogni caso, in generale, sul totale dei convocati in Puglia, il quadro è pessimo: si sono presentati a colloquio il 50 per cento mentre il 33 per cento ha scelto di non recarsi presso il Centro per l’Impiego e il 16 per cento è risultato non possedere i le caratteristiche per accedere a Garanzia Giovani, “presumibilmente – fanno sapere da Bari – a causa del ritardo con cui – a livello nazionale – sono stati individuati i requisiti dei beneficiari del programma”. “Sono stati profilati, e hanno siglato il relativo patto di servizio, la quasi totalità dei ragazzi che hanno sostenuto il colloquio, circa 2000 giovani – precisano -. Per questi Neet (giovani che non lavorano e non studiano) Garanzia Giovani è iniziato a tutti gli effetti”. Eppure, solo una parte di questi 1899 ragazzi potrà avere (forse) davvero un’opportunità di lavoro. Per Emilio Di Conza, segretario della Cisl di Foggia, la questione è molto semplice: “Uno dei problemi principali è che imprese non fanno capire a nessuno dove vogliono andare nei prossimi anni. Se non c’è una mappa dei bisogni, dalla quale estrapolare le reali capacità di assorbimento della forza lavoro, non si può programmare nulla. Ecco perché il programma difficilmente potrà avere successo. Una delle esigenze principali per i giovani – dice a l’Immediato -, infatti, è quella dell’orientamento: vogliono capire dove possono essere impiegati. Ma come fanno? Al momento è pressoché impossibile: non esiste una piattaforma – nazionale o regionale – che comunichi le reali opportunità; c’è uno scollamento istituzionale spaventoso e, inoltre, l’unica cosa che sembra poter avere qualche opportunità di successo è il contrasto all’abbandono scolastico”. Non proprio il massimo della prospettiva. Quanto alla formazione professionale, secondo la Cisl probabile obiettivo finale del programma sul territorio, si dovrebbe “puntare sui tre settori decisivi: turismo, agroalimentare e dissesto”. A Garanzia Giovani, dunque, sono in pochi a crederci in Puglia. Forse solo i burocrati, i politici ed i consulenti. Gli stessi che continuano a pompare i risultati “positivi” di un programma che ha portato solo 1 giovane su 7 ad essere inserito per le potenziali assunzioni. Queste sì ancora non “garantite” da nessuno.

Tags: BariBatBrindisiFoggiaGaranzia GiovaniLeccePugliaTarantounione europeaYouth Guarantee
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