Servizi per l’infanzia e anziani non autosufficienti. Saranno questi i settori destinatari di ben 393 milioni di euro. In questi giorni infatti è stato firmato il decreto di adozione che dà il via libera al secondo riparto delle risorse del Programma nazionale dei Servizi di cura all’Infanzia e Anziani – Piano di Azione Coesione (Pac). Dopo la prima fase, che ha visto l’assegnazione di 250 milioni di euro, con il secondo riparto delle risorse del Pac, destinate sempre agli Ambiti o Distretti socio-sanitari delle quattro regioni “Obiettivo convergenza” 2007-2013 (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia), vengono ripartiti: 238.000.000 per l’infanzia (bambini fino a 3 anni) e 155.000.000 per gli anziani non autosufficienti (over 65). Gli obiettivi continuano ed essere gli stessi individuati dal Pac: per quanto riguarda i servizi all’infanzia, l’ampliamento e consolidamento dell’offerta complessiva e il loro riequilibrio territoriale (avvio dei servizi nelle aree dove sono molto deboli o inesistenti); per gli anziani, l’ampliamento dell’offerta complessiva dei servizi domiciliari o la loro attivazione nelle aree dove sono molto deboli o inesistenti.
Nel dettaglio delle risorse destinate, vengono precisate le percentuali destinate alle singole regioni. Per i servizi all’infanzia, per il secondo riparto, alla Puglia è stato assegnato il 24,1 per cento delle risorse disponibili, pari a 57.453.200 (complessivamente la cifra è vicina ai 100 milioni). Quanto agli anziani non autosufficienti, nel secondo step verranno destinati 37,5 milioni, che si aggiungono ai 31,3 milioni già destinati nella seconda fase. Nei documenti, cioè i due piani dedicati rispettivamente all’infanzia e agli anziani non autosufficienti, sono specificate dimensioni e modalità del riparto per ogni Ambito/Distretto di tutte e quattro le regioni, consultabili nelle tabelle allegate agli stessi piani di riparto. Questi ultimi, inoltre, definiscono gli orientamenti strategici e operativi, precisano la tempistica di progettazione e relativa attuazione, indicano le condizioni che gli Ambiti/Distretti devono rispettare per accedere ai fondi e i requisiti/procedure relativi al circuito finanziario, all’acquisizione e rendicontazione delle risorse e al monitoraggio dei progetti. Per la presentazione dei piani di intervento, saranno presto predisposti i formulari e le linee guida.
Confermato il criterio di riparto interno alle Regioni, che è effettuato a favore dei soggetti responsabili a livello locale della programmazione dei servizi sociali, con riferimento ai contenuti della Legge 328/2000 a livello regionale (aggregazioni di Comuni), denominati Ambiti territoriali (in Campania e in Puglia) o Distretti (socio-assistenziali in Calabria e socio-sanitari in Sicilia).