“Proporrò il rafforzamento dei controlli in uscita dai Paesi africani con sistemi di certificazione indipendente. Noi ora invece abbiamo protocolli dell’Oms che si basano sull’autocertificazione”. Lo annuncia il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin arrivando al vertice di Bruxelles dedicato a Ebola. “Riguardo al tema cruciale dei viaggiatori asintomatici non contagiosi dovremmo avere la possibilità di tracciarli, soprattutto quando i voli hanno destinazioni secondarie”, ha detto il ministro della Salute. “L’obiettivo di questo vertice è quello di vedere se c’è la possibilità di aumentare il livello dei controlli, anche per quanto riguarda la circolazione interna alla Unione europea”, ha aggiunto. “Il rischio di epidemia in Italia e in Europa è veramente molto basso: stiamo rafforzando le misure di sicurezza, considerando tutti i possibili scenari che possono capitare. Ma il pericolo, ripeto, è molto basso”, ha spiegato il ministro della Salute al termine del vertice.
Infermieri, attivare protocolli specifici in ogni Asl
“Attivazione di protocolli specifici in tutte le aziende sanitarie secondo le più aggiornate linee guida internazionali. Informazione, formazione e simulazioni per il personale infermieristico sulla malattia, sulle modalità di contagio, sull’uso degli appositi dispositivi di sicurezza, sull’individuazione degli appositi spazi e corretta gestione delle procedure”. Queste alcune della richieste formulate dal segretario nazionale del sindacato degli infermieri Nursind, Andrea Bottega, che in una lettera indirizzata a Governo e Regioni evidenzia le aree dove intervenire per rafforzare la barriera di protezione degli operatori rispetto al rischio Ebola. Nella missiva si sottolinea come “la situazione sul territorio nazionale non è omogenea e va dall’adozione di nessun protocollo e mancata presenza di appositi dispositivi di protezione individuale a situazioni dove sono presenti i presidi ma manca la formazione o pratica con simulazioni”. Il sindacato chiede anche “l’attestazione che ogni azienda abbia messo in atto quanto indicato dalle indicazioni ministeriali, il posizionamento in ogni postazione di triage di pronto soccorso di un vetro per separare l’utenza dagli operatori e la dotazione di tutti gli strumenti necessari”. In questo senso gli infermieri evidenziano anche come “un contingente di soldati americani con base in Italia (Vicenza) è attualmente in Liberia in missione anti-Ebola (con compiti logistici) e ne è previsto il rientro alla fine ottobre o i primi giorni di novembre 2014”. Per fronteggiare tutto ciò per gli infermieri occorre subito “potenziare la formazione del personale” e a “tal proposito potrebbe essere utile una check list per la vestizione e svestizione con un numero di Infermieri idoneo”. Il secondo punto propone l’attivazione di “percorsi esterni alle aziende di competenza del 118 e quelli delle ambulanze interne alle stesse Aziende con più presidi. Percorsi che non tutti hanno ancora attivato”.