“Ma non le avevano abolite le Province?”. Questa è stata la domanda più diffusa tra i nostri lettori a margine dei commenti sugli articoli che riguardavano le ultime elezioni per Palazzo Dogana. C’è anche chi ci domanda quali siano gli assessori designati. Dunque vale la pena fare un po’ di chiarezza. La legge Delrio 56/2014 ha mantenuto le funzioni basilari di quest’ente intermedio, cioè: edilizia scolastica, rete viaria e ambiente. Entro un anno potrebbero essere trasferite ai Comuni o alle Regioni oppure potrebbero aggiungersene altre, tipo la formazione professionale, che prima la Provincia gestiva tra quelle basilari.
Non esiste più la giunta ma dodici consiglieri provinciali e un presidente. Svolgono questo compito senza compenso tranne i rimborsi per i permessi, spese di viaggio e missioni. Il bilancio viene preparato dal presidente, proposto dal consiglio e deve essere approvato da 1/3 dell’assemblea dei sindaci, un’assise che, con la nuova legge, affiancherà il lavoro di Palazzo Dogana. Poi torna in consiglio per l’approvazione definitiva. Lo Statuto è invece approvato dal consiglio. E’ il presidente a presiedere e convocare tale assemblea.
La provincia può anche, d’intesa con i Comuni, esercitare delle funzioni che riguardano la “predisposizione di documenti di gara, di stazione appaltante, monitoraggio dei contratti di servizio, organizzazione di concorsi e procedure selettive”.
Domanda: esisterà una maggioranza politica? Guardiamo nello specifico a Foggia dove la maggioranza ne conta 7 su 12. Casi di consiglieri ‘ago della bilancia’ per una decisione o l’altra potrebbero essere all’ordine del giorno, del resto anche gli stessi amministratori ammettono che, parlando di area vasta (un progetto globale per la Capitanata) si può e si deve “discutere”. Tra compensi di assessori e consiglieri l’ente risparmierà 700mila euro di indennità all’anno circa.
Funzione tecnica o politica? Franco Melchiorre, funzionario presso la presidenza del consiglio risponde così: “Le funzioni sono le stesse ma i soldi sono diminuiti, la politica continuerà a dettare le priorità e gli indirizzi pur dentro una situazione di scarsità di risorse”.
La mannaia ulteriore sugli enti locali della manovra di Renzi fa dire al consigliere regionale del pd Clemente: “Segnale molto negativo per Comuni, Regioni e Province perché con bilancio si pagano anche gli stipendi. Bisogna puntare sul risparmio della spesa”.
L’ente di Palazzo Dogana, con la vittoria di Miglio, torna in mano al centrosinistra, dove è sempre stato, tranne la parentesi di Antonio Pepe a seguito della sconfitta di Paolo Campo, segretario del Pd, nel 2008. Ieri si è svolta la “festa” di proclamazione degli eletti. Insomma l’attività potrebbe ripartire a breve mentre ieri c’è stata anche una riunione urgente di tutto il settore finanziario per discutere dei nuovi scenari. Con le stesse funzioni e un bilancio sempre più magro.