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Home » Puglia, situazione drammatica per i centri trasfusionali. “Mancano accreditamenti”

Puglia, situazione drammatica per i centri trasfusionali. “Mancano accreditamenti”

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Sanità
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Strutture trasfusionali in forte ritardo nel processo di adeguamento dei requisiti strutturali, tecnologici, di qualità, e che deve essere essere portato a temine entro il 31 dicembre 2014 in applicazione della normativa europea e nazionale. E’ questo il quadro che è emerso nel corso della audizioni (cui avrebbe dovuto partecipare l’assessore alle Politiche della salute, Donato Pentassuglia) che hanno avuto luogo nella III commissione consiliare, su sollecitazione di Filippo Caracciolo (PD).
In particolare sono stati ascoltati i rappresentanti delle associazioni trasfusionali e delle società scientifiche. E’ emerso, tra l’altro, che nello scorso giugno l’allora assessore al ramo Elena Gentile era riuscito a mettere a disposizione delle aziende 12 milioni di euro attingendo dal Fondo FESR, onde consentire l’adeguamento a norma delle strutture trasfusionali ospedaliere e dei punti di raccolta associativi a supporto in modo da ottenere l’indispensabile accreditamento entro la fine dell’anno. Il quadro che emerso non lascia molto sperare circa il rispetto di questa scadenza, con inevitabili delicate ripercussioni sull’erogazione dell’assistenza sanitaria e sull’incremento della dipendenza di sangue da altre regioni, oltre che della mancata autosufficienza per i plasma derivati.
“I lavori della commissione – ha puntualizzato il presidente Dino Marino – possono essere una fastidio costruttivo”, riferendosi all’assenza dell’assessore Pentassuglia, che non ha consentito l’indispensabile approfondimento politico teso a comprendere le linee attraverso cui il governo regionale intende muoversi e a comprendere i livelli di responsabilità, sia da parte di chi avrebbe dovuto provvedere che di chi avrebbe dovuto controllare, che hanno portato a questa situazione. ”Preso atto della situazione drammatica in cui versa il settore – ha proseguito Marino –, intendiamo sapere in particolare cosa succederà l’anno prossimo e quali saranno i centri che potranno realisticamente essere accreditati. Dopo il prossimo confronto con l’assessore, la commissione valuterà anche le possibilità di trasmettere il resoconto dei lavori, oltre che la documentazione, alla Corte dei Conti”.
Le audizioni sono proseguite con i Direttori generali dell’ASL BR e di Sanitaservice BR, rispettivamente Paola Ciannamea e Flavio Roseto, in merito alla mancata applicazione delle progressioni orizzontali per i dipendenti della società in house. Tale disposizioni – è stato spiegato dai due – derivano da una normativa sulle società partecipate del 2011 in base alla quale queste ultime soggiacciono agli stessi vincoli della società controllante (in questo caso la ASL BR). Il tutto confermato anche da sentenze della Corte dei Conti.
Il vice presidente della III commissione ha eccepito la mancata uniformità di trattamento tra i dipendenti delle diverse Sanitaservice attivate negli anni scorsi nelle ASL, così come trattamenti diversificati si registrano nell’ASL BR rispetto al processo di internalizzazione realizzato che ha visto alcuni dipendenti assunti a tempo indeterminato ed altri a tempo determinato. Friolo ha invocato l’applicazione della clausola sociale che prescinde da questa diversificazione, prevedendo il tempo indeterminato per tutti gli internalizzati. Anche su questo sarà sentito l’assessore Pentassuglia, tenendo conto – come ha precisato il Direttore generale dell’ASL BR Ciannamea – che al riguardo è stato costituito presso l’assessorato uno specifico tavolo tecnico.

Tags: centro trasfusionalePugliaSanità
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