Dalla commissione arriva l’ok al bilancio di previsione 2014 che andrà in discussione domani in consiglio comunale a Foggia. Il documento contabile è stato licenziato con due sole astensioni, quelle dei consiglieri comunali Leonardo Di Gioia e Marcello Sciagura. Bilancio di previsione con i 10/12 già spesi, dunque si farà quel che si può dato che si tratta della “coda” di una precedente amministrazione. “L’assenza di voti contrari nella fase di approvazione certifica la bontà del lavoro che è stato compiuto”. Si compiace, con le remore del caso- cioè di un bilancio già consumato- il presidente della commissione Matteo De Martino. “Con lo stesso spirito proseguiremo nella nostra attività amministrativa che anche nel vero bilancio di previsione dei prossimi mesi avrà come capisaldi il massimo del coinvolgimento politico-istituzionale e del confronto di merito”.
All’ordine del giorno altri due punti, la spesa degli incarichi di studi, ricerche, collaborazioni e consulenze esterne e il piano di alienazione e valorizzazione immobili. L’impegno dell’amministrazione comunale si concentra sui terreni dell’ex cooperativa Tommaso Fiore. Di recente il Comune ha vinto la causa per riprendersi la proprietà contro una quarantina di “abusivi”, dunque si può procedere all’alienazione per una somma di quasi 3 milioni di euro. La prelazione dovrebbe essere a favore degli ex occupanti, questa è la proposta emersa in commissione territorio. I 40 della Tommaso Fiore sono i protagonisti di una storia lunga quasi settant’anni, divisa tra avi ed eredi (i primi contratti che prevedevano pagamenti in sacchi di grano risalgono al 1946) ma il Comune pensa anche a proprietari limitrofi dei 400 ettari di terreno, i Maruotti, che sarebbero interessati all’acquisto.
Su questa operazione di vendita sono intervenuti i revisori dei conti. La logica che richiamano è quella di postare in bilancio una presunta vendita per far fronte a spese senza accertare gli incassi. Si tratta di spese infrastrutturali, soprattutto indirizzate all’illuminazione di alcune piazze. Si spera in quelle entrate visto che con 42 milioni di disavanzo di amministrazione e i debiti per il fondo di rotazione richiesto non rimangono che i tributi ai cittadini. Dopo anni di cause contro gli occupanti della Fiore, praticamente a zero ricavi su terreni comunque coltivati e mantenuti bene (il sindaco Ciliberti lasciò correre sulla questione, Mongelli provò con i vigili urbani, alla fine la causa decisiva dell’anno scorso ha restituito la proprietà al Comune) sembra arrivato il momento giusto.
Ma anche le questioni politiche aleggiano sulla maggioranza. Sarebbe già passata dalle segreterie dei partiti la questione del rimpasto di giunta per dare più rappresentanza a Forza Italia e ricompattare la coalizione in vista delle regionali. Mentre si chiedono lumi a Ncd sugli orientamenti per via Capruzzi 2015, si organizzano i posti nel cda delle ex municipalizzate. Possibile che si assegnino a quanti sono rimasti fuori dalla giunta anche se non direttamente. Duro il colpo delle provinciali, ma il centrodestra ha perso anche grandi centri su cui prima governava come San Severo e Lucera.
L’idea è quella di ripartire dal capoluogo come serrata falange che si esprima con compattezza inserendo in giunta quanti, finora, ne sono rimasti fuori: dalla Destra- ma Bruno Longo rifiuta qualunque idea di assessorato ormai da quest’estate – alla Puglia prima di tutto, ma Lucio Ventura si candida per le regionali e potrebbe avere altre preoccupazioni. Si tratterebbe di dare dei segnali anche per arginare i malumori di quanti sono stati esclusi dalla prima tornata di scelte amministrative. E alla provincia, ricorda qualcuno, “il centrosinistra ha vinto con spezzoni di centrodestra”.