I toni nella sanità foggiana s’infiammano sulle residenze socio-sanitarie assistenziali. A fronte di un bisogno sempre crescente di posti letto, infatti, l’Asl di Foggia sta tentennando nell’assegnazione. Dopo il tentativo di “chiarimento” del direttore generale Attilio Manfrini, che ha escluso l’esistenza di liste d’attesa in provincia di Foggia, arriva la risposta piccata di Luca Vigilante, giovane imprenditore a capo del centro foggiano “Il Sorriso”.
“È incredibile come i manager di un’azienda da più di un miliardo di euro l’anno possano definire ‘sterile’ una vicenda che ha dell’incredibile – spiega a l’Immediato -, soprattutto per il fatto che, nonostante la procedura di assegnazione dei 96 posti letto sia abbastanza semplice, sono passati già 8 mesi senza che sia conclusa. Mi sembra paradossale, poi, che un direttore generale non sappia quale sia l’entità delle liste d’attesa della nostra provincia. Solo il nostro centro ha in lista ben 92 persone; nella stessa situazione si trova l’altra struttura foggiana, Maria Grazia Barone. Del resto, queste sono informazioni che Manfrini dovrebbe avere, altrimenti non si capisce come possa determinarsi una siffatta uscita pubblica su un tema delicato non solo per noi, ma per le centinaia di persone che hanno bisogno di cure”.
Ad essere destinatari del bando sono in posti letto per anziani non autosufficienti, un segmento dei bisogni di salute che al sistema dell’ospedalità pubblica costa parecchio. “L’Asl – precisa Vigilante – potrebbe risparmiare molto affidando i posti letto al privato. A noi un anziano costa circa 46 euro al giorno, poco meno di 17mila euro all’anno. In un ospedale, invece, lo stesso anziano, con 2-3 protocolli d’urgenza in pronto soccorso ed un paio di giorni di ricovero costerebbe 25mila euro! Eppure, ciononostante, siamo l’unica provincia in Puglia che tiene congelati i posti letto disponibili…”.
Il tetto da affidare si aggira intorno agli 1,6 milioni di euro, risorse che in caso di mancato affidamento ritornerebbero alla Regione Puglia. “Ci sono bisogni impellenti a Foggia e Lucera – chiosa ancora Vigilante -, mentre è vero che a Cerignola e San Severo non si è fatto avanti nessuno. Solo che è bene precisare un punto nevralgico del bando: i posti che non vengono assegnati in alcuni territori, possono essere ricollocati in zone limitrofe. Detto in altri termini: ciò che è disponibile per Cerignola e San Severo può essere destinato a Foggia e Lucera, senza ulteriori attese. Se non verrà rispettato questo punto, senza dubbio faremo ricorso”.