5 milioni di tossicodipendenti e 200mila
persone che assumono droghe almeno una volta all’anno per un giro d’affari globale di 320 miliardi di dollari (dati Onu). In Italia i dipendenti sono oltre 438mila, per un fatturato del narcotraffico stimato intorno ai 24 miliardi di euro. Nell’ultimo rapporto annuale della “Direzione centrale servizi per l’antidroga” emerge la crescita di droghe sintetiche prodotte in laboratorio: ecstasy, anfetamine, metanfetamine, Lsd. La cannabis continua a essere la sostanza più usata ma sullo sfondo emergono spettri molto più insidiosi e devastanti.
In Italia, nel 2013, le operazioni antidroga sono state 21.864, con un decremento rispetto al 2012 pari al 4,21%. Tali operazioni, peraltro, si riferiscono esclusivamente agli illeciti di carattere penale mentre non tengono conto di tutti gli interventi che sfociano in violazioni e provvedimenti amministrativi davanti al Prefetto. Le operazioni hanno interessato indistintamente tutte le droghe il cui traffico e commercio è vietato dalla legge.
La regione Lombardia, con un totale di 3.616 operazioni, emerge come valore assoluto rispetto alle altre regioni, seguita da Lazio (2.960), Campania (2.058), Emilia Romagna (1.840), Sicilia (1.606) e Puglia (1.599). I valori più bassi in Molise (99) e Valle d’Aosta (22). Rispetto al 2012 gli interventi sono aumentati in Friuli Venezia Giulia (+15,65%), Calabria (+13,68%) e nelle Marche (+10,98%). I cali più vistosi, in percentuale, sono stati rilevati in Valle d’Aosta (-52,17%) e Piemonte (-42,32%). Prendendo in esame le macroaree nel 2013 il Nord è in testa con il 41,96% delle operazioni antidroga complessive, seguito da Sud e isole con il 34,06% e dal Centro con il 23,98%.
Nel 2013 sono stati registrati, rispetto all’anno precedente, incrementi nei sequestri di hashish (+65,84%), marijuana (+33,89%), droghe sintetiche in polvere (+42,26%), ed Lsd (+46,05%). Sono risultati invece in diminuzione i sequestri di cocaina (-6,28%), eroina (-6,21%), droghe sintetiche in dosi (-66,85%) e del numero delle piante di cannabis, con un calo del 78,29%.
Mercati di riferimento – droghe sintetiche dall’Olanda
I narcotrafficanti di cocaina operanti in Italia si sono riforniti per lo più presso il mercato colombiano, trasportando la sostanza attraverso Ecuador, Panama, Venezuela, Brasile e Repubblica Dominicana e, una volta in Europa, attraverso la Spagna e l’Olanda. L’eroina venduta nel nostro Paese è prevalentemente di produzione afghana e attraversa la Turchia e la penisola balcanica. Per l’hashish i network criminali utilizzano le rotte che transitano da Marocco, Spagna e Francia. Il mercato olandese riveste tuttora un ruolo significativo per l’Italia riguardo alle droghe sintetiche. Per la marijuana la maggior parte delle rotte partono dall’Albania e dalla Grecia. I gruppi criminali maggiormente coinvolti in Italia nei grandi traffici sono stati: – per la cocaina la ‘ndrangheta, la camorra e le organizzazioni balcaniche e sud americane; – per l’eroina la criminalità campana e pugliese in stretto contatto con le organizzazioni albanesi e balcaniche, mentre ai livelli più bassi della filiera troviamo i gruppi tunisini e marocchini; – per i derivati della cannabis la criminalità laziale, pugliese e siciliana, insieme a gruppi maghrebini, spagnoli e albanesi.
Puglia seconda nella classifica della cannabis
La regione Sicilia, con 30.623,60 kg di droga e oltre 10.000 piante di cannabis sequestrate, emerge come valore assoluto rispetto alle altre regioni, seguita da Puglia (10.799,72), Lazio (7.438,56), Lombardia (7.090,49), Calabria (3.190,14) e Marche (2.364,68). I valori più bassi in Molise (20,81) e Valle d’Aosta (1,39). Rispetto al 2012 sono stati registrati aumenti consistenti di sequestri in Friuli Venezia Giulia (+1.234,24%) e in Sicilia (+914,51%). I cali più vistosi, in percentuale, sono stati registrati in Valle d’Aosta (-92,03%) e Basilicata (-82,10%). Prendendo in esame le macroaree il Sud Italia e isole è in testa con il 5,79%, seguito dal Nord con il 18,72% e dal Centro Italia con il 15,49%.
Aumento dei sequestri di hashish
Nel 2013, le operazioni antidroga nella nostra regione sono state 1.599, con un lieve decremento (-0,19%) rispetto all’anno precedente. Negli ultimi dieci anni sono stati raggiunti picchi massimi: nel 2011 con 1.618 e nel 2012 con 1.602; quelli minimi: nel 2004 con 1.093 e nel 2008 con 1.142. Si è registrato lo 0,72% della cocaina, il 4,88% dell’eroina, l’1,47% dell’hashish, il 35,33% della marijuana e lo 0,40% delle droghe sintetiche (compresse e/o dosi) sequestrata a livello nazionale. Il sequestro quantitativamente più rilevante è stato quello relativo a 1.375,00 kg di marijuana avvenuto a Bari nel mese di giugno; da evidenziare che nella regione sono stati eseguiti altri sequestri rilevanti sempre di marijuana (ben 17, che vanno dai 100 ai 1.171 kg). Rispetto al 2012 si rileva un incremento dei sequestri di hashish; in decremento tutte le altre sostanze.
Droghe sintetiche
Mentre i consumi, anche quelli non misurabili, aumentano, crescono anche i sequestri da parte delle forze dell’ordine. Nel 2013 i sequestri di droghe sintetiche in polvere sono aumentati di oltre il 42 per cento, quelli di Lsd di oltre il 46 per cento. Tra i recuperi più significativi, 1.529 pasticche di ecstasy sequestrate sul valico ferroviario del Brennero (Bolzano), oltre 7 chili di ecstasy sul valico di Brogeda (Como), 1.300 dosi di Lsd a Santa Teresa di Gallura (Sassari) e 27 chili di metanfetamina a Mori (Trento). Gli stranieri coinvolti, soprattutto filippini e cinesi, sono il 37%, per il resto si tratta di spacciatori e corrieri italiani. Le frontiere più usate per far entrare MDMA, anfetamine e allucinogeni in Italia sono quelle di Brogeda (Como), l’aeroporto di Malpensa, il Brennero (Bolzano) e Coccau (Udine).
“Il mercato di riferimento per l’Italia rimane quello olandese”, spiegano dall’Antidroga, che fornisce i maggiori quantitativi di droghe sintetiche che circolano nelle nostre città. Quantità minori arrivano dalla Slovacchia, dalla Germania e dal Pakistan. Ma negli ultimi anni, soprattutto nelle discoteche delle grandi città italiane, si è diffusa anche la cosiddetta “droga dei filippini”, “loshaboo”, che altro non è che una metanfetamina purissima, in grado di mantenere svegli e iperattivi per tutta la notte mentre si balla. Sequestri di questa sostanza sono avvenuti tra Modena e Milano, facendo emergere come i rifornimenti avvenissero nei principali aeroporti italiani, dove atterrano i voli provenienti dalle Filippine. Non solo: a Modena nel 2011 è stato anche scoperto un laboratorio casalingo per la produzione di metanfetamina gestito da uno spacciatore filippino.

Lo spaccio online
Il Sistema di allerta del Dpa ha organizzato dal 2010 anche un sistema di monitoraggio della Rete per individuare i siti di vendita delle nuove droghe e i rave organizzati illegalmente. Fino a oggi sono stati individuati 106 siti web con server, e presumibilmente anche laboratori, localizzati in Italia, e altre 543 pagine web. Nel 67% dei casi si e? arrivati alla rimozione degli annunci che offrivano sostanze, nel 23% circa alla chiusura della pagina web e nell’1,3% dei casi i siti sono stati chiusi.
Fino al 2011, la quasi totalita? delle nuove droghe sintetiche era disponibile negli smart shop dislocati in varie citta? italiane, dove era possibile comprare legalmente sostanze molto simili a quelle illegali. Poi, l’aggiornamento delle tabelle delle sostanze stupefacenti, che ha reso queste sostanze illegali, ha ridotto la presenza nei negozi, spostandola però verso il web. E non necessariamente verso il dark net, ma in comuni domini commerciali accessibili tramite Google. Se prima chi decideva cosa era la droga erano le organizzazioni criminali che controllavano il territorio, oggi i mercati alternativi hanno spezzato il controllo del territorio: basta usare Skype o una qualsiasi chat online e si compra una dose. Ma c’è anche chi compra un certo quantitativo di droghe tramite Internet, e poi diventa piccolo distributore o spacciatore.
DATI E QUADRO RIEPILOGATIVO


