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Home » Striscione di protesta al Pd, Piemontese: “Rispettiamoci a vicenda” Dallo Scurìa: “Ipocriti”

Striscione di protesta al Pd, Piemontese: “Rispettiamoci a vicenda” Dallo Scurìa: “Ipocriti”

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Politica
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“Il nostro passato lo condividiamo con alcuni dei ragazzi che frequentano lo Scurìa, il futuro proviamo a costruirlo migliore del nostro e del loro presente”. Così il segretario provinciale del PD foggiano Raffaele Piemontese commenta il gesto del CSOA Scurìa.
“Ho chiesto di incontrare e parlare con alcuni di loro, ma è un’opportunità che mi è stata negata – continua Piemontese – Avrei potuto spiegare che l’obiettivo del Partito Democratico è contrastare la precarizzazione del lavoro ed estendere le tutele sociali a chi oggi ne è privo. A maggior ragione dopo la decisione di Matteo Renzi di riaprire il dibattito parlamentare sull’articolo 18.
Ho condannato e condanno ogni atto violento, chiunque sia a compierlo, come non ho condiviso i toni irridenti di alcuni dirigenti Democratici nei confronti della Cgil e di quanti hanno manifestato e manifesteranno per affermare e difendere le proprie idee.
Tra quella gente e nel sindacato c’è un pezzo della nostra storia e del nostro futuro. Dobbiamo avere nei loro confronti maggiore rispetto e apertura al dialogo.
Il rispetto che ho mostrato nei confronti dello Scurìa e che mi fa valutare positivamente la loro esperienza di animazione sociale – conclude Raffaele Piemontese – e quello che chiedo abbiano per la comunità del Partito Democratico e per i luoghi in cui esercita la propria attività politica”.

Su facebook la replica dello Scurìa

Intimidazione. Così quelli del Pd chiamano la frase che gli abbiamo incollato sulla saracinesca. Sono corsi alla polizia. Hanno provveduto a denunciarci, finanche.  

Li conosciamo bene. A loro basta un gesto garbato per devastare lo stato sociale; una semplice ed innocua firma per sfrattare e licenziare; l’innocenza agghindata dei colpevoli per ordinare le cariche alla celere.

Il Pd. Il partito della TAV e del pacchetto Treu. Il partito delle bombe su Belgrado e degli sgomberi. Il partito della precarietà, dei manganelli e di Confindustria, oggi è intimidito da uno striscione. Bastasse così poco. Ma così poco non basterà.

Pretendono calma, questi. L’ha detto pure Renzi: “Non fare del lavoro un terreno di scontro”. Pretendono il diritto di asfaltare i diritti un tempo acquisiti e di farlo con la tranquillità di chi si beve una birra tra amici. Temono, sopra ogni altra cosa temono, che a furia di essere colpiti democraticamente in pieno volto, i precari possano alzare il livello di scontro e individuare nel mazzo dei trasformisti i propri aguzzini. 

Mostruosi burocrati che non urlano, non sbraitano, non provano rabbia o indignazione. Eppure esercitano, quotidianamente, la violenza del potere, della delega in bianco. Una sopraffazione vigliacca, che si ammanta di legittimità. Complici e responsabili diretti della devastazione dei nostri territori, della speculazione edilizia, dei 45 tipi di contratto che hanno reso le nostre vite un inferno di sfruttamento ottocentesco. 

A costoro ribadiamo a gran voce: siete un verminoso coacervo di ipocriti, avete rimosso ogni brandello di storia, vi siete fatti braccio armato degli industriali e degli sfruttatori. Noi – untorelli e untorelle – non apparteniamo alla vostra specie. E non vi lasceremo in pace”.

Tags: Csoa ScuriaFoggiapdraffaele piemontese
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