La direzione generale dell’Asl di Foggia ha firmato l’accordo contrattuale relativo al 2013 che riguarda la casa di cura “San Michele” di Manfredonia a fine 2014 per un importo di 2,4 milioni che corrisponde all’85% del tetto di spesa 2012, che poi è stato successivamente rimodulato a 2,153 milioni. È quanto emerso nel corso della seduta congiunta della III e della VI commissione consiliare, in cui sono stati auditi anche i sindacati.
Potito Salatto, azionista di riferimento della clinica in questione, ha lamentato in particolare la gestione schizofrenica dei tetti di spesa, disattendendo la direttive regionali, con gravi ripercussioni sull’attività gestionale della struttura. Contraccolpi anche per quanto riguarda il personale, come lamentato dai sindacati, cui non sono stati corrisposti tutti gli istituti contrattuali previsti, fermo rimanendo che la problematica investe tutte la sanità privata accreditata della provincia di Foggia, come denunciato già nel 2011 nel corso di un’altra audizione in commissione. Anzi, da allora la situazione è peggiorata considerata la spending review che ha fatto seguito, tant’è che la fondazione Turati ha avviato le procedure di licenziamento per 15 unità a seguito delle diatribe collegate alle rimodulazioni del tetto di spesa, senza considerare poi la procedura fallimentare che sta interessando la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.
Il presidente della III commissione Dino Marino ha chiesto che in sede di approvazione del DIEF 2014 che dovrebbe avere luogo a breve, si tenga conto della situazione di sofferenza del comparto dalla sanità privata che investe la provincia di Foggia (con un migliaio di addetti circa) in misura maggiore rispetto alle altre province, per rimpinguare le risorse dedicate.
Anche l’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia ha fatto riferimento al DIEF 2014 rispetto al quale è prevista il 20 novembre prossimo una seduta dalla Conferenza Stato-Regioni, in cui dovrebbe essere quantificato l’importo del Fondo sanitario definitivo attribuito alla Puglia per l’anno corrente. In merito alla situazione dell’Asl Foggia l’assessore ha fatto presente che sulla problematica specifica hanno avuto luogo già due riunioni che hanno consentito di chiudere la questione per il 2012-13. “Il direttore generale deve assumersi le sue responsabilità – ha aggiunto – nell’ambito dell’autonomia gestionale che la legge gli attribuisce decidendo se recepire o meno l’indirizzo politico, ma non si possono fare alchimie per coprire con risorse 2014 poste relative al 2012 e 2013, peraltro con un bilancio regionale parificato dalla Corte dei Conti”. Pentassuglia ha sottolineato l’attenzione che il governo regionale riserva alla sanità foggiana, come dimostrano la recentissima legge di variazione al bilancio regionale 2014 e la bozza di riordino della rete ospedaliera che non prevede alcuna decurtazione per i posti letto. L’assessore ha anche difeso (dopo le audizioni con i direttori generali) il recente provvedimento approvato dalla Giunta regionale in materia di riorganizzazione delle rete dell’emergenza urgenza.
“Nessuna preoccupazione per i pugliesi, nessun depotenziamento del servizio – ha puntualizzato -. Il provvedimento in questione (che partendo dai dati: flussi, servizi, percorrenze) punta a un rafforzamento della parte territoriale a seguito e in coerenza della razionalizzazione delle rete ospedaliera, con la riconversione di alcuni Pronto soccorso e Punti di primo intervento e demanda a provvedimenti successivi, d’intesa con il territorio, gli adempimenti conseguenti. Il nostro obiettivo – ha concluso – è ridurre drasticamente i ricoveri impropri nei pronto soccorsi, salvando la vita degli ammalati”.