“Negli ultimi mesi in molte postazioni 118 gestite da associazioni di volontariato, si stanno verificando vari episodi che impongono una presa di posizione netta e immediata a salvaguardia non solo del servizio stesso ma, soprattutto, del rispetto della dignità e dei diritti dei lavoratori. L’ultimo di questi episodi è il licenziamento (a detta dell’associazione per giusta causa) di un lavoratore reo di aver passato le ore di servizio non sull’ambulanza ma nella postazione. Per l’associazione questo è allontanamento dal luogo di lavoro e, per questo, motivo di licenziamento”. A denunciarlo, il sindacalista dell’Usb Santo Mangia. “Il vergognoso pretesto – precisa – è senza fondamento (spiegheremo anche il perché) e che il reale motivo è quello che si voleva, comunque, colpire un lavoratore che ci ha messo sempre la faccia in tutto ciò che ha fatto in difesa della propria dignità e dei propri diritti (dalla richiesta di ‘internalizzare’ il servizio 118 alla vertenza contro l’associazione per differenze – enormi – retributive). Il motivo del licenziamento è senza fondamento perché basta andare a leggersi quanto ha statuito l’assessorato al Welfare e Sanità con la delibera di Giunta regionale numero 1479 del 28 giugno 2011 con la quale all’allegato oltre a varie incombenze e costi viene definito lo stazionamento del personale e recita: ‘…di norma lo stazionamento dovrà coincidere con locali idonei della ASL ovvero a disposizione della stessa al cui interno dovrà individuare una stanza a disposizione del personale dell’associazione convenzionata…’“. Per tutte queste ragioni, conclude Mangia, “visto che in caso di gravi inadempienze (e questa lo è come lo è il fatto che l’associazione non rispetta i dettati economici del CCNL di settore) si può determinare la rescissione della convenzione, chiediamo il reintegro immediato del lavoratore licenziato e, ove ciò non fosse, l’immediata rescissione delle convenzioni in essere con l’associazione TUR 27 e la internalizzazione delle stesse postazioni”.