Sono 5.258 i lavoratori edili in meno in Capitanata dal 2008 ad oggi. Attualmente in provincia di Foggia, sono 6.885 gli occupati censiti dalla Cassa Edile di Capitanata, contro i 12.143 del 2008. Un dato che testimonia la gravità della crisi del comparto che continua ad aggravarsi di anno in anno. Soltanto nel corso degli ultimi dodici mesi la perdita è stata di 624 unità lavorative, con una riduzione del numero delle imprese di 173 unità e dei cantieri di 272 unità in meno. Impressionate è la perdita della massa salari, registrata negli ultimi sei anni nel settore edile di Capitanata, che ammonta a 42.678.798 milioni di euro. Una situazione che preoccupa fortemente le organizzazioni sindacali di categoria di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Foggia che il 27 novembre 2014 parteciperanno alla giornata di mobilitazione nazionale del settore costruzioni indetta dalla federazioni nazionali di CGIL, CISL e UIL. Una delegazione dei lavoratori di Capitanata sarà infatti presente alla manifestazione regionale che si terrà nella città di Bari, per la quale partiranno tre autobus da Foggia.
“Siamo fortemente preoccupati per il futuro del settore delle costruzioni nel nostro Paese che nell’ultimo anno ha perso 800mila posti di lavoro, registrando una riduzione del 47 per cento degli investimenti in opere pubbliche. Le risposte del Governo alla crisi rischiano inoltre di dare il colpo di grazia al settore in quanto esse prevedono una ulteriore riduzione degli investimenti, il taglio a diritti e tutele dei lavoratori, sgravi solo per le imprese ed un DURC depotenziato”. In questo contesto, per i segretari generali di Feneal, Filca e Fillea di Foggia, Juri Galasso, Urbano Falcone e Giovanni Tarantella, “la crescita del lavoro irregolare, del nero e delle false partite Iva è sempre più dilagante, specie nei territori disagiati come il nostro dove tali fenomeni sono alla base del ripetersi di morti bianche sul lavoro come quella verificatesi nei giorni scorsi in un cantiere di Foggia. A tal proposito, è auspicabile altresì un intensificazione dei controlli sui cantieri da parte delle autorità preposte al fine di scongiurare il verificarsi di tragedie che offendono la dignità del lavoro e mettono in ginocchio le famiglie coinvolte”.
Per Feneal, Filca e Fillea, “senza interventi da parte del Governo che favoriscano gli investimenti, a partire da quelli finalizzati alla sicurezza del territorio, e senza un’azione sinergica delle Istituzioni Locali, finalizzata alla apertura dei cantieri delle opere pubblicate già finanziate, il settore è destinato al collasso totale. Pertanto, con la mobilitazione unitaria del 27 novembre, le organizzazioni sindacali dei lavoratori delle costruzioni chiedono di rilanciare il settore nel segno della qualità dell’impresa, della regolarità del lavoro, della legalità e della sostenibilità”. Per queste ragioni, auspicano la massima partecipazione da parte dei lavoratori ed il più ampio sostegno dalle Istituzioni locali al fine di far sentire chiara e forte la voce del mondo del lavoro edile al Governo Renzi.