“Il Pd avrebbe potuto anche non fare le primarie e dire a Sel che ora toccava a noi, ma non ha voluto dare il senso dell’imposizione, le ha fortemente volute”. Emiliano chiude la campagna elettorale a Foggia a poche ore dalle dichiarazioni di Vendola sullo “stop” alle primarie e sul centrosinistra che “non esiste più”. Il governatore tuona: “A questo punto non andate a votare”, Emiliano sprona il suo popolo a Palazzo Dogana con un’arringa finale e standing ovation: “Andate in massa alle urne domenica per richiamare tutti alle proprie responsabilità. Sono il suggello di un patto fraterno. Non stiamo demolendo il confine del centrosinistra ma creando il luogo dell’egemonia politica delle persone perbene”.
“Con l’Udc? L’hanno chiesto loro”
E’ il comizio di chiusura e preferisce non accennare alla polemica che si è scatenata per il coinvolgimento elettorale dell’Udc nel centrosinistra e per il suo aver fatto, in questi anni, da stampella al voto in consiglio regionale. Il segretario si concentra sull’ultimo miglio da percorrere fino a domenica: “Hanno organizzato il seggio a Celle San Vito? (il comune più piccolo della Puglia, ndr). No? E si deve fare. In tempi non sospetti l’abbiamo gemellato con Bari”.
E’ un Emiliano che parla urbi et orbi e cerca di sintetizzare mesi di campagna elettorale. I militanti e dirigenti un po’ sorridono di questa sfuriata di Vendola.
Sabino Colangelo, ex segretario provinciale, parla di “alzare il prezzo spostando l’attenzione da Emiliano, l’unico candidato, a Stefano”. Per il resto, “ci sarebbe comunque Minervini”. Intanto il candidato tenta di sgonfiare la polemica: “La politica del centrodestra è fatta di capi e capetti, un metodo vecchio, la nostra è una festa di democrazia che va portata fino in fondo”. Nel pomeriggio aveva spiegato, incontrando sostenitori e l’ex sindaco Gianni Mongelli al cinema Capitol, che l’Udc ha chiesto “di far parte della coalizione di centrosinistra. In questi anni ha sostenuto in più occasioni il governo Vendola, è inutile nascondere i fatti sotto la sabbia”.
“Giù le mani dalla città”
Cerca un baricentro al grande convoglio di forze che ha mobilitato e riunito in questi mesi: “Ai socialisti ci unisce un affetto fraterno, un affetto verso un ex pm che non è cosa da poco, stanno con noi senza vocazione maggioritaria”. Racconta la sua vita, la sua storia, il suo tour per la Capitanata: “Ci siamo battuti per strappare questa terra alle mafie e al sottosviluppo, questa terra la difenderemo con le unghie e con i denti, questa terra è nostra. Ecco le parole che avrei voluto sentire in questi giorni”, cioè quelli dopo le bombe in città. Da chi avrebbe voluto udirle non lo spiega, ma è questo è il culmine del suo intervento mentre il pubblico lo acclama.
“Sindaco di Puglia”, è l’agile concetto che passa da un relatore all’altro. Dal sindaco di San Severo a Raffaele Piemontese insistono: “L’esperienza di uno che ha amministrato al servizio della Regione”, chiarito ulteriormente da Emiliano stesso: “Non è che uno per chiedere una ferrovia deve rivolgersi come ad un imperatore”.
Forum programmatici all’ex cinema Capitol
Al cinema Capitol, che l’ex sindaco Gianni Mongelli ha fatto riaprire per lui dopo otto anni di chiusura, si spiega che quella sede sarà il centro dei “forum programmatici in vista delle elezioni” e un laboratorio per organizzare candidature di “persone che con la loro vita rispecchino il nostro programma”. L’ingegnere non si sbilancia circa una sua corsa alle regionali: “Le candidature non si cercano, si accettano in base alle persone”. L’unica cosa di cui è sicuro è “di voler stare vicino ad Emiliano come lui lo è stato con noi”. Il riferimento è ad Amica, oggi Amiu Puglia, e al più complessivo sostegno del segretario del Pd alla Capitanata. “Questo non è il mio comitato elettorale, sono un umile soldato”. Emiliano ha avvertito, al cinema e a Palazzo Dogana: “Non pensiamo di aver già vinto le elezioni perché il M5s è in difficoltà e la destra si disgrega”.
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