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Home » Prende vita l’Incubatore di imprese a Cerignola. È la prima struttura tutta sull’agroalimentare in Italia. In arrivo giovani imprenditori

Prende vita l’Incubatore di imprese a Cerignola. È la prima struttura tutta sull’agroalimentare in Italia. In arrivo giovani imprenditori

Di Roberta Fiorenti
22 Febbraio 2018
in Economia
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Comincia a prendere vita l’Incubatore di imprese di Cerignola. I laboratori industriali sono stati assegnati e qualcuno è già in attività da qualche mese. Sono tutti legati alla trasformazione dei prodotti alimentari. C’è chi commercializza olive da tavola, come la “Olive Petruzzelli”, e chi prodotti da forno, è questo il caso de “I segreti del Monastero”, “Fine food” e della ditta individuale “Luigi Bonito”. A breve si insedieranno anche giovani neoimprenditori che hanno scommesso nella quarta gamma e nella produzione di paste per celiaci, a marchio “Ver Fresh” e “Sapori di Pasta”.

Dopo anni di abbandono, incuria e razzie, giunge dunque a compimento la convenzione per la gestione dell’Incubatore di imprese (valida fino al 2025), stipulata nel 2011 tra Comune e Invitalia SpA, proprietaria della struttura costata circa 3milioni di euro al Ministero dello Sviluppo Economico. Con una superficie di 2400 mq, quello cerignolano che sorge al confine con l’Interporto, nella zona industriale di via Manfredonia, è il primo incubatore d’Italia incentrato in massima parte sull’agroalimentare e il quarto in Puglia, dopo Modugno, Casarano e Taranto. L’ente locale ne sostiene i costi di manutenzione, comprese le spese di custodia, incassando i ricavi provenienti dai servizi alle imprese, attraverso contratti della durata non superiore ai 36 mesi (prorogabili al massimo per altri 36 mesi).

I laboratori

Maria Concetta Valentino
Maria Concetta Valentino

Dopo tre edizioni dell’avviso pubblico per la selezione delle aziende da insediare sono stati occupati tutti e dieci i laboratori industriali. Restano vacanti i cinque laboratori high-tech e a breve il Gal “Piana del Tavoliere” prenderà possesso del centro polifunzionale posto all’ingresso della struttura, fa sapere a l’Immediato il dirigente del Settore Sviluppo economico Maria Concetta Valentino. “Per rendere funzionali i servizi di supporto e consulenza alle imprese abbiamo partecipato a un avviso pubblico del Gal per cedere in comodato d’uso gratuito il centro servizi. L’intenzione –annuncia- potrebbe essere anche quella di allargare il comodato a qualche altro laboratorio e attivare una partnership anche con l’Università di Foggia, per realizzare una sorta di filiera”.

Il distretto della trasformazione

Per i locali ancora disponibili il dirigente individua ideali destinatari nelle imprese che offrano servizi che possano essere di supporto alle aziende incubate, come laboratori di analisi merceologiche, servizi di import-export, società di marketing e pubblicità, trasporto e logistica o consulenza. Ma non sarà facile attrarre gli interessi, come ha potuto verificare con l’esperienza dei precedenti bandi. Stenta ancora a decollare l’idea di un distretto della trasformazione “e sono parecchie le difficoltà dal punto di vista gestionale”, ammette il dirigente. “Non è stata recepita subito l’importanza che poteva avere l’incubatore d’impresa per delle ditte giovani –commenta-, e hanno partecipato in pochi agli avvisi pubblici, appena in quattro per l’assegnazione di dieci laboratori. All’ultimo avviso hanno risposto solo due imprese. Noi lo abbiamo pubblicizzato sul nostro sito, attraverso l’ufficio stampa. Non abbiamo dato massima visibilità, forse, ma è quello che siamo riusciti a fare in tempi di ristrettezze”.

L’esperienza di Petruzzelli

Pietro Petruzzelli
Pietro Petruzzelli

È così che Pietro Petruzzelli è venuto a conoscenza dell’opportunità di insediarsi nell’Incubatore di imprese. “Lavoro già da anni nel settore agroalimentare e avevo bisogno di una struttura come società nuova. Prima avevo una ditta piccolina e per crescere ho sfruttato questa possibilità”, confessa a l’Immediato l’imprenditore. Ha 48 anni e assieme alla moglie gestisce la sua attività specializzata nella lavorazione e confezionamento di olive da tavola. “Sono qui dal mese di giugno. La struttura è bella ed fatta bene”, commenta mentre ci guida nella visita al suo laboratorio.

“Ho preso tre capannoni perché ho necessità di spazi distinti per lo stoccaggio, il laboratorio vero e proprio, il confezionamento e il magazzino. Acquisto dai coltivatori e dalle aziende agricole il prodotto, anche il semilavorato già pronto per l’uso, e realizzo la dissalazione e confezionamento in buste, secchi e secchielli. Per le latte mi appoggio a un’altra azienda, perché non ho la linea di pastorizzazione”. Commercializza olive in salamoia, condite, al naturale, coprendo la gamma completa delle varietà, dalla Bella di Cerignola, alle olive verdi tonde, nocellara, leccino e denocciolata, per otre duemila quintali di olive totali l’anno destinati anche ai mercati esteri. America, Giappone, Lettonia, Belgio, Olanda e Danimarca, le piazze dell’export, mentre per il mercato interno si rivolge soprattutto a grossisti, Cash&Carry e supermercati, per un pacchetto che ammonta a un centinaio di clienti e una lavorazione giornaliera al ritmo di 4-5 pedane, dai 4 ai 7 quintali, a seconda della tipologia di prodotto.

Ha a disposizione 500mq, che comprendono anche uffici, zona spogliatoi-servizi igienici e una sala degustazione che sarà ultimata per fine anno. È stata una decisione della commissione di valutazione (presieduta da Francesco Contò, ordinario di Economia Agraria presso l’Unifg, e composta da Valerio Caira, presidente del “Piana del Tavoliere”, e dal commercialista Domenico Merlicco), sulla base dei progetti presentati, affidare più laboratori industriali ad alcune imprese che ne avevano necessità.

Il bilancio

Quello di Petruzzelli, a cinque mesi dal suo insediamento, è un bilancio più che positivo. Salvo qualche adeguamento o adempimento richiesto per la tipologia di attività, i laboratori sono pronti all’uso industriale. Il vantaggio è innanzitutto economico. Al costo di un canone mensile pari a circa 1400 euro Petruzzelli si ritrova ad occupare una struttura tarata per il suo settore, che da privato gli sarebbe valsa un investimento di oltre 500mila euro. “La struttura fa molto, partendo dal presupposto che ho già un bagaglio di esperienza nel settore. Qualche cliente che è venuto a trovarmi si è complimentato. È a 500 metri dal casello autostradale, a 300 metri dalla Statale 16 bis, ormai snodo importante, ed è anche vicino alla stazione”, osserva l’imprenditore che non condivide le lamentele sui disservizi della zona industriale, tra disagi relativi alla connessione a internet, aree adibite a discariche a cielo aperto, erbacce e crateri nell’asfalto. Con l’insediamento delle altre imprese incubate e l’affiancamento del Gal, come agenzia di supporto, ritiene possa seriamente diventare un’occasione di sviluppo e crescita quella offerta dall’Incubatore alle startupper del territorio.

Il Gianna pensiero

Lo scopo è proprio quello di “incubare tutti quei progetti che devono diventare impresa e non lo sono ancora, alla stregua di un bambino che si affida all’incubatrice perché non ha ancora l’autonomia”, esemplifica il sindaco Antonio Giannatempo. “Gli imprenditori saranno aiutati nel loro percorso. Stiamo avendo rapporti anche con realtà imprenditoriali del centro-Italia, proprio perché si sviluppi qui la cultura della trasformazione e della commercializzazione diretta, e poi c’è la posizione strategica vicino all’Interporto, che è una delle strutture a cui si guarda con speranza per il nostro territorio”. Il riferimento è al sistema integrato fra zona industriale, Interporto ed incubatore, fermo alle coordinate di sviluppo che si immaginavano vent’anni fa.

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Tags: CerignolaFine FoodI segreti del MonasteroIncubatore impreseLuigi BonitoOlive PetruzzelliPietro Petruzzelli
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